Zanna di elefante - Avorio - InRoots

Il più grande mercato di avorio al mondo è la Cina con 35 fabbriche di intaglio autorizzate e più di 130 rivenditori. Questo materiale viene contrabbandato in Asia dove viene lavorato per ottenere oggetti ornamentali ad uso domestico che vengono acquistati per la maggiore da uomini di affari per guadagnarsi i “favori” di funzionari governativi.

Perché l’avorio?

Zanne di elefante - Avorio

L’avorio è uno dei materiali più ricercati e più pregiati al mondo per la creazione di collane, bracciali, oggetti ornamentali ed altro. La sua principale caratteristica è l’elasticità che lo rende facilmente lavorabile e il color avorio è una tonalità di grigio chiaro difficile da raggiungere nelle imitazioni.

Il più pregiato è quello ricavato dalle zanne di elefante, il cui traffico viene condotto in un modo sempre più professionale e mirato.

Il commercio illegale d’ avorio

A seguito di una maggiore specializzazione del commercio illegale dell’avorio, nel 1973 è stata istituita la CITES – Convention on International Trade of Endangered Species – per regolare il commercio di flora e fauna in via d’estinzione e per controllare anche i divieti imposti sul commercio d’avorio. E’ emerso che i paesi considerati di “primaria importanza” per il traffico internazionale di zanne sono otto (Cina, Kenya, Malesia, Filippine, Thailandia, Uganda, Tanzania e Vietnam) e a questi ne seguono altri otto di “secondaria importanza”, tra cui troviamo l’Egitto. In questa lista non compare il Sudan, uno dei paesi con il maggior numero di bracconieri responsabili dell’uccisione di elefanti e con un legame forte con la Cina. Come ha sottolineato Bryan Christy in un documentario sul traffico d’avorio, il Sudan è in stretto contatto con l’Egitto, rifornendolo d’avorio per poi farlo diventare materiale di investimento per i cinesi.

Il provvedimento cinese

Nel 2016 le due associazioni WWF e TRAFFIC hanno mandato dei corrispondenti in cinque città della Cina per cercare informazioni sul mercato dell’avorio e hanno trovato 189 punti vendita impiegati illegalmente a vendere oggetti in avorio.

Le richieste di importazione dell’avorio in Cina dai paesi africani è aumentato di gran lunga negli ultimi dieci anni e negli ultimi tre si sono stimati più di 100.000 elefanti uccisi per mano di trafficanti.

Avorio sequestrato in Beijing, in Cina - Avorio

A fronte di questi dati, il governo cinese si è impegnato fortemente a stoppare il commercio d’avorio domestico, sia per arginare l’estinzione degli elefanti sia per eliminare il commercio illegale di avorio. L’annuncio, pubblicato dalla Save the Elephants tramite un comunicato stampa, risale al 29 marzo 2017 nel quale viene riportata la decisione presa da Pechino di voler chiudere le fabbriche e tutti i punti vendita di avorio della nazione entro il 2017 e di rendere illegale il commercio di avorio nel paese.

La Cina è il più grande importatore e commerciante di avorio. Eppure ha deciso di chiuderne il suo mercato interno con questo provvedimento. Si è assistito ad un calo vertiginoso del prezzo dell’avorio, di circa i 2/3: all’inizio del 2014 il prezzo medio all’ingrosso di zanne era di 2100 dollari al kg. Nel febbraio del 2017 si è abbassato notevolmente arrivando a 730 dollari al kg.

Lo scopo del provvedimento è di portare la domanda di oggetti decorativi in avorio ad un punto notevolmente inferiore diminuendo il prezzo del materiale stesso diminuendone, quindi, anche il valore.

Il provvedimento che sta attuando la Cina è fondamentale sia per la Cina stessa che per l’intera famiglia degli elefanti. E’ importante, però, che i paesi limitrofi alla Cina, come la Thailandia o il Vietnam che anche loro sono nella lista dei paesi di “primaria importanza” per il traffico internazionale del materiale, si preoccupino di sanzionare ciò che riguarda questo fenomeno.

https://www.theguardian.com/environment/2017/mar/30/chinas-legal-ivory-trade-is-dying-as-prices-fall