Sito archeologico di Torre Argentina

Dopo la Scalinata di Trinità dei Monti, restaurata due anni fa, la maison italiana Bulgari ha intenzione di investire ancora sulla filantropia, per la precisione sui restauri dell’Area Sacra di largo Argentina. La chiusura del progetto esecutivo è prevista per ottobre-novembre 2018. Si parla anche delle cifre per la realizzazione dei lavori. Dal restauro della Scalinata infatti, vi è un residuo di circa 485.000€ che dovrebbe essere integrato con un nuovo finanziamento ancora da determinare, ma si parla di circa di 300 mila euro. Del resto Paolo Bulgari l’aveva già detto al Corriere della Sera: «Mi piacerebbe fare anche altre cose per Roma».

L’Area Sacra di Torre Argentina, dove i lavori di restauro sono in corso da anni: con questo progetto si punta soprattutto all’accessibilità e alla possibilità di visitare uno dei luoghi più significativi della capitale, dove esisteva il teatro di Pompeo e dove fu assassinato Giulio Cesare.

La Torre del Papito e relativo portico
La Torre del Papito e relativo portico

I lavori consisterebbero in una nuova recinzione che inglobi la Torre del Papito, fatto costruire nel 1732 dal duca Giuseppe Cesarini Sforza, e il portico e un nuovo ingresso all’area archeologica che prevede la costruzione di una rampa di accesso posizionata al lato della Torre, accanto, la realizzazione di una pedana elevatrice per i portatori di handicap. Si realizzerà un nuovo percorso per camminare all’interno dell’Area sacra con un nuovo impianto di illuminazione a led che consentirà le visite nelle ore notturne. Internamente al portico saranno realizzate la biglietteria ed il bookshop. Finalmente vi saranno anche dei servizi igienici all’interno dei locali attualmente adibiti a magazzini. L’area sacra, che oggi la si ammira soprattutto dall’alto, sarà così visitabile, anche se i tempi non saranno velocissimi. La possibile e auspicabile inaugurazione potrebbe avvenire a gennaio 2020.

Nell’Area Sacra si lavora da anni, ma non si può ancora scendere fra gli scavi. L’ultimo annuncio è del marzo del 2015, quando con l’avvio di un nuovo restauro (grazie a fondi Arcus) si è era parlato di poter camminare sulla pavimentazione originale di età domizianea fin dall’autunno. Così non è stato. Ma la rinascita è molto attesa da chi vive e lavora in zona: «L’augurio è che la riqualificazione, che ha un aiuto economico dai privati, non finisca come altre situazioni che versano di nuovo nel degrado», dice Viviana Piccirilli Di Capua dell’Associazione abitanti centro storico: “È importante anche sistemare l’area sovrastante che è vincolata”.

L’Area sacra: cenni storici e archeologici

L’intero complesso dell’Area sacra fu scoperto nel 1926 e scavato fino al 1928, restituendo il complesso templare più importante della città formato da quattro templi di età repubblicana e tardo repubblicana e dai cui strati si può ricavare una datazione molto precisa. La zona è stata identificata grazie al ritrovamento della porticus minucia, una struttura quadrangolare costruita da Marco Minucio Rufo nel 107 a.C. il pavimento in tufo della Porticus è posteriore ai templi A, C, D ma anteriore al tempo B. I nomi dei templi sono designati con le lettere in base alla direzione degli stessi, da quello più a nord (A), a quello più a sud (D).

Collocazione dei templi sulla pianta
Disposizione dei templi: A (tempio di Giuturna), B (tempio della fortuna), C (tempio di Feronia), D ( tempio dei Lari Permarini), 1 (portico di Minucio), 2 (Hecatostylum), 3 (la Curia di Pompeo), 4 e 5 (latrine di epoca imperiale), 6 (uffici e depositi di epoca imperiale).

L’ ordine cronologico dei templi è il seguente:

  • C: IV – III a.C.
  • A: III a.C. e rifatto nel I a.C.
  • D: inizio II a.C. e rifatto nel I a.C.
  • B: fine II – inizio I a.C.

L’Area sacra: il tempio A

Il tempio di Giuturna
Il tempio di Giuturna (A)

L’edificio è dedicato a Giuturna (ninfa delle fonti), o del tempio di Iuno Curritis. Fu fatto costruire da Quinto Lutazio Catulo dopo la vittoria dei romani sui Falerii nel 241 a.C. ed è un piccolo tempietto con una coppia di colonne davanti alla cella. E’ il secondo più vecchio dopo il tempio C.

 

 

L’Area sacra: il tempio B

il Tempio di Fortuna
il Tempio di Fortuna (B)

Il tempio B è dedicato alla Fortuna. Ed è l’unico tempio monoptero (ovvero di forma circolare). Fatto costruire da Quinto Lutazio Catulo per festeggiare la vittoria sui Cimbri nel 101 a.C. nei pressi di Vercelli. Viene identificato come il tempio di Fortuna dai resti della statua acrolita ritrovati proprio nel tempio.

 

L’Area sacra: il tempio C

Il tempio di Feronia
Il tempio di Feronia (C)

Il tempio C è il più longevo ed è dedicato a Feronia, antica dea italica della fertilità e protettrice dei boschi. E’ stata datata grazie all’architettura abbastanza arcaica e alle fonti, che citano un tempio di Feronia nel Campo Marzio.

 

 

L’Area sacra: il tempio D
Il tempio dei Lares Permarini
Il tempio dei Lares Permarini (D)

Attualmente il più grande tempio dei quattro è in parte scavato, l’altra parte si trova sotto l’attuale Via Florida. Si presume fosse dedicato ai Lares Permarini, votato nel 190 a.C. da Lucio Emilio Regillo e dedicato nel 179 dal Censore Marco Emilio Lepido. Secondo i Fasti Praenestini il tempio dei Lares si trovava davanti alla Porticus Minucia.