tetradracma di Atene

Durante il corso dei secoli gli uomini hanno praticato e sviluppato una fitta rete commerciale, con maglie sempre più complesse e con popoli anche molto lontani. Alcuni popolazioni, come ad esempio i fenici o gli etruschi, avevano una potente flotta navale che si spostava lungo tutto il Mar Mediterraneo. In questo articolo si parlerà dei primi rapporti commerciali basati sul baratto, e delle prime emissioni monetali in Asia Minore.

La nascita del baratto

La “valuta” tra il IX e l’VIII a.C. era il bene materiale, che veniva scambiato con un altro bene di uguale valore, ovvero il baratto. Questa forma di commerciIl Barattoo permetteva una chiara conoscenza del reale valore dell’oggetto ma era soggetta continuamente ad inflazione, in quanto vi erano molte carestie oppure dovuto al deperimento del bene o alla scarsa reperibilità. Si poteva scambiare di tutto, dai generi alimentari, alla lana grezza, dai semilavorati in metallo ai capi di bestiame. 

Dal baratto alle prime monete

La datazione sulle prime emissioni monetali sono ancora oggetto di discussione accademica, quindi la cronologia potrebbe oscillare in base all’autore. Secondo uno dei numismatici italiani più noti in ambito accademico, l’ormai defunto Francesco Panvini Rosati le prime monete sono state datate dagli scavi nell’Artemision di Efeso, in Asia Minore. Queste emissioni, datate al 640/630 a.C. sono in elettro, una lega di oro e argento e riportavano un cervo o un daino al pascolo seguita da una breve descrizione retrograda (ovvero che si legge da destra verso sinistra) che riporta il nome dell’autorità emittente, in questo caso ΦΑNOΣ EMI ΣEMA (io sono il degno di Fanes). Moneta di FanesNon è ancora chiaro chi sia ma le opzioni sono due: potrebbe essere il sacerdote del tempio di Artemide, che veniva autorizzato a battere questi globetti oppure era un ricco e facoltoso mercante che per accelerare le transazioni, pesava e “marchiava” il suo metallo, come garanzia del peso e del metallo che vi era all’interno. Il valore della moneta era di uno statere e venne battuto un altro con un valore minore, il tríte, la terza parte dello statere e aveva una leggenda abbreviata.

Il trite
Il tríte

Il peso e la quantità di fino (il metallo con il valore più alto, nel caso dell’elettro il fino è l’oro) erano molto importanti, lo dimostra una lapide che rivela gli accordi fra le città di Focea e Mitilene, infatti tra i vari punti dell’accordo viene stabilito che chi aveva l’autorizzazione a coniare le monete rispondeva con la vita del titolo delle monete coniate fino a sei mesi dopo la cessazione del mandato, segno evidente che il metallo veniva fornito direttamente dallo Stato.

Come veniva battuta moneta?

L’operazione di coniazione della moneta, come avete letto, era molto importante e veniva designato un “mastro del conio”, che incideva i conii che avrebbero dato poi l’impronta alla moneta. ci sono due conii: il conio di dritto, fissato sull’incudine ed il conio di rovescio, fissato sul martello. Veniva inserito il tondello (la moneta non ancora battuta) sopra il conio di incudine e veniva colpita con il conio di martello imprimendo i tipi (ovvero le figure) su entrambe le facce.

Grazie alla loro praticità le monete divennero ben presto lo strumento di pagamento più utilizzato nel mondo greco, ma questo lo vedremo più avanti.