Paraty – San Paolo. Ho passato tre giorni a San Paolo, un’enorme città che conta 20 milioni di abitanti. Piacevole ma in molte zone estremamente pericolosa. Sapevo già che questa città non aveva molto da offrirmi, essendo prettamente improntata sul lavoro. Quello che cerco dal viaggio che sto intraprendendo qui non l’ho trovato ma almeno una visita l’ho ritenuta dovuta. Dopo i giorni spesi li, ho deciso di ripartire per Foz de Iguazù, in cui è presente il lato brasiliano delle cascate di Iguazù.

San Paolo – Foz de Iguazù – Puerto Iguazù. Ho avuto la fortuna di ammirare le cascate di Iguazù in entrambi i lati, quello brasiliano e quello argentino. Guardarle è stato emozionante, non a caso sono tra le 7 meraviglie del mondo naturale e per quanto mi riguarda il posto d’onore è meritato. Sono cascate selvagge, numerose e potentissime. Completamente immerse nella natura che qui è lussureggiante. C’è veramente tanta biodiversità. Ho visto tucani, procioni, sauri tropicali, farfalle di tutti i tipi e colori. Queste due giornate immerse nella natura mi hanno lasciato un segno indelebile. Raramente ho avuto la fortuna di ammirare scenari simili. Mi sono goduto questi due giorni più che ho potuto. Vedere le cascate da entrambi i lati significa anche aver attraversato la frontiera tra Argentina e Brasile, impresa che non si è rivelata difficoltosa ma abbastanza lunga a livello di tempistiche.

Puerto Iguazù – Buenos Aires. Terminata la mia escursione alle cascate di Iguazù ho deciso che avrei provato a fare un altro tipo di esperienza: 18 ore di viaggio con il bus notturno per arrivare a Buenos Aires. In Italia potrebbe apparire come un’esperienza anormale e stressante, ma invece non è stato così. Gli autobus in Argentina hanno tantissimi comfort. Quello in cui mi trovavo era a due piani con grandi sedili progettati appositamente per essere “estendibili” a piacimento. Difatti sono creati appositamente per questi tipi di viaggio. Durante le ore notturne puoi allungarli per avere un semi-letto senza dare fastidio a nessuno, gli spazi sono molto ampi e grazie ad un assistente di bordo vengono anche serviti tre pasti (merenda, cena e colazione nel mio caso). Un altro dei vantaggi del viaggio in autobus è che durante le ore di luce puoi ammirare il panorama dal finestrino, cosa che in Sud America è sempre piacevole. In aereo il viaggio sarebbe stato più veloce ma non tanto interessante quanto lo è stato in autobus.

 

La mattina mi sono svegliato che eravamo già arrivati nella periferia di Buenos Aires. Ci hanno servito la colazione e dopo un’ora eravamo giunti a destinazione.

 

L’ostello in cui ho alloggiato, nel quartiere Palermo, si trovava all’interno di in un palazzo di lusso dall’aria molto rinascimentale.

Tutti coloro che hanno visitato Buenos Aires la descrivono come una città dall’aria molto europea ed infatti ne ho avuto la conferma. Buenos Aires a paragone delle capitali europee non è una città così antica, tuttavia nel suo periodo più breve di storia ha accumulato una ricchezza storica e culturale che di certo non si fa invidiare dalle altre capitali europee. Ciò nonostante rimane bellissima, con un’incredibile quantità di persone con lontane origini italiane. I quartieri di Recoleta, San Telmo, Palermo e Puerto Madero sono i più caratteristici e belli da visitare. Il sistema di trasporto pubblico funziona molto bene ed è veramente economico per un europeo, meno per i residenti. Ho passato 7 giorni veramente piacevoli e mi sono goduto ogni momento speso li. Ma non è tutt’oro quel che luccica, Buenos Aires come tutta l’Argentina ha dei forti problemi a livello di politica economica. Qui ogni giorno c’è il rischio che il paese cada in una crisi profonda a causa dell’inflazione e dalla differenza tra il pesos (la moneta argentina) con il dollaro.

 

Curiosità: Gli argentini valutano i beni più dispendiosi come le case, in dollari. Una buona percentuale della popolazione quando viene stipendiata, ritira immediatamente i soldi dalla banca, li cambia in dollari e se li mette letteralmente sotto il materasso. I menù di ristoranti o bar sono sempre pieni di piccole etichette l’una sopra l’altra per correggere il prezzo del pasto. Le fila ai bancomat a volte raggiungono le 100 persone, pagare con il bancomat o la carta di credito è molto difficile e inoltre una volta di fronte l’ATM tu turista per prelevare denaro contante sei obbligato a pagare circa il 10% di commissione sul quel che prelevi.

 

Buenos Aires – Cordoba. Dopo la mia permanenza a Buenos Aires mi sono spostato a Cordoba, seconda città per numero di abitanti dell’Argentina tramite un bus. Cordoba è una città interessante e piena di vita proprio in seguito all’innumerevole presenza di università e di giovani. Le università in Argentina sono completamente gratuite e difatti la percentuale di iscritti è molto alta.

 

Cordoba – Salta. Ho fatto 10 ore di viaggio per arrivare a Salta, cittadina nel nord dell’Argentina, a 1100 metri di altezza dove durante il giorno si suda anche a maniche corte. La città è molto più piccola rispetto a quelle che avevo visto qui in Argentina, piena di chiese e cattedrali. Qui l’influenza della chiesa sul territorio è molto sentita. Tralasciando questo, Salta probabilmente me la ricorderò come la città che mi permesso di incontrare Jan, un austriaco, alto 2 metri, dall’aria molto vichinga con tanto di barba lunga che ha percorso a piedi il tragitto di 1400km da El calafate a Bariloche – in pratica tutta la regione della Patagonia, dormendo su di un’amaca in una zona dove la notte la temperatura può scendere al di sotto dei 0 gradi C. Ho detto a me stesso: “di spericolati più di me in giro ce ne sono tanti”.

 

Salta – Tilcara. La vista durante il tragitto è stata fantastica. Già prima di mettere piede a Tilcara avevo capito di essere arrivato in un luogo surreale. La città si trova su di una valle accanto al fiume Rio Grande a ben 3000 metri di altezza, completamente circondata da montagne altissime e coloratissime. Mi sono subito sentito bene in questo luogo che mi ricorda molto un paesaggio marziano in cui l’arancione è il colore predominante. Tre sono i luoghi principali a cui fare visita: le Salinas Grandes, Humahuaca con il suo l’Hornocal e Purmamarca con il suo Cerro de i Siete Colores. Cominciamo dal primo che è stato l’ultimo luogo visitato nei dintorni di Tilcara, Le Salinas Grandes. Ci si arriva tramite una strada che ti porta da 2100 metri a circa 4300 metri di altezza. La vista mentre si sale diventa sempre più straordinaria. Arrivato alle Salinas Grandes sembra di stare sulla neve, tutto completamente bianco ad eccezione di alcune zone dove si trova un po’ di acqua cristallina e salatissima. Il paesaggio è molto suggestivo ma non c’è nient’altro che questa ampissima distesa di sale.

Humahuaca invece è stato il secondo luogo che ho visitato, ci si arriva con un bus locale da Tilcara. Una volta raggiunto il paese, di circa 10000 abitanti ci sono innumerevoli persone disposte ad accompagnarti a l’Hornocal con un 4×4, in cambio di una somma di denaro. Arrivato in questo luogo a circa 4300 metri di altezza sono rimasto a bocca aperta.Il luogo è veramente straordinario, si avverte una forte energia. Per fare qualsiasi movimento ci si impiega il doppio dello sforzo data l’altezza. La montagna in questione sembra essere stata dipinta da un pittore, l’acqua e il vento lavorano da millenni per creare questo posto cosi suggestivo.

Il Cerro de i Siete Colores invece è molto vicino a Purmamarca, la città dove si scende dal bus locale per poi dirigersi verso la montagna dai colori unici e vivaci. Qui la cosa più caratteristica è il contesto cittadino. Strade senza asfalto, polvere nell’aria e case costruite con la terra. Con tutti questi paesaggi e con tutte le caratteristiche di questo paese sembra veramente di essere in un deserto.

Tilcara – Tupiza. Dopo i 5 giorni indimenticabili passati a Tilcara ho deciso di spostarmi verso il Sud della Bolivia, alla ricerca di quei contesti paesaggistici e naturalistici che mi fanno sempre emozionare.

To be continued…