Perù il giro del mondo

Copacabana – Puno. Sono arrivato a Puno dopo aver attraversato la frontiera tra Bolivia e Perù. Come sempre tutto regolare. Devo ammettere che avere un passaporto italiano è sempre ben accetto dai funzionari alla frontiera.

Puno è l’unica grande città del Perù che si affaccia sul Lago Titicaca. Qui ho potuto ammirare le isole Uros, delle grandi isole che galleggiano sul lago come fossero delle zattere ancorate al fondo del lago. Gli abitanti utilizzano delle antiche tecniche di costruzione per realizzare queste piccole isole artificiali. Mi hanno mostrato come fanno: in sostanza tagliano dei grandi blocchi di terra sul fondo del lago, li fanno asciugare ed essiccare in modo da riempirsi di aria e galleggiare. Dopodiché uniscono questi grandi blocchi di terra e li ricoprono con una pianta simile al papiro in Egitto, presente in grande quantità nel lago. Queste isole possono durare fino a 30 anni prima di dover essere ricostruite.

 

Puno – Cusco. Cusco è stata la capitale dell’impero Inca e secondo me, non a caso, questa città emana un’energia luminosa e speciale. Ogni giorno nella piazza centrale, una delle più belle viste fino ad ora, ci sono delle feste con balli folcloristici. Cusco non è famosa solamente per essere una bellissima città e per essere un punto di partenza per il Machu Picchu, ma anche per tutte le meraviglie che sono presenti nelle sue zone limitrofe. Io personalmente ne sono andate a vedere due: la Laguna Humantay e la Rainbow Mountain.

La Laguna Humantay si trova a circa 4000 metri di altezza. Per arrivarci bisogna camminare costantemente in salita per circa 40 minuti. Sono tante le persone che hanno grandi difficoltà nell’affrontare una camminata così lunga, ma grazie alla precedente esperienza nel Nord dell’Argentine e in Bolivia a me è risultato abbastanza facile, tant’è che quasi mi sono stupito della mia prestanza fisica…

 

La laguna non è nient’altro che uno dei risultati del riscaldamento globale: un grandissimo accumulo di acqua formatosi dallo scioglimento dei ghiacciai alle sue spalle. Nonostante ciò, devo dire che lo scenario è davvero un qualcosa di speciale.

 

La Rainbow Mountain invece è una montagna molto particolare, composta da colori vividi e intensi che la tagliano in due. È unica nel suo genere. Si trova a circa 5200 metri di altezza e per raggiungerla bisogna camminare circa 3 ore per un percorso composto da ripide salite e zone pianeggianti. Qui quello che mette a dura prova la tua forza di volontà è la notevole altezza. Gli sforzi raddoppiano quando c’è mancanza di ossigeno. Come se non bastasse il tutto era contornato da una giornata di freddo e neve che non aiutava affatto. Infatti arrivato in cima la delusione è stata tanta a causa, appunto, della neve che aveva completamente ricoperto tutto. Lo sforzo è stato inutile, ma vedendo il lato positivo ho passato una bella giornata sulla neve.

 

Dopo aver affrontato queste due dure giornate era giunto il momento di salutare temporaneamente Cusco e di iniziare il lungo percorso che precede l’arrivo al Machu Picchu.

 

Cusco – Aguas Caliente – Machu Picchu. Per arrivare al Machu Picchu esistono 3 metodi principali: prendere il treno fino ad Aguas Cliente, oppure attraverso l’Inca Trail o con un insieme di mezzi economici. Il primo metodo è il più veloce ma costoso, il secondo è quello che ti permette di percorrere i sentieri che facevano gli Inca per arrivare al Machu Picchu per una durata totale di circa 4 giorni. Questo è il metodo più lungo, più costoso e va prenotato mesi prima. Il terzo metodo, quello da me scelto, ti porta da Cusco ad un luogo chiamato Hidroelettrica in 7 ore con un mini-bus. Da lì poi bisogna percorrere circa 6 km a piedi accanto alle rotaie del treno che portano ad Aguas Caliente, la città alle pendici del Machu Picchu. Durante la percorrenza di questo tragitto a piedi bisogna ben calcolare che ogni chilo in più sul bagaglio si fa sentire. Bisogna viaggiare leggeri. Arrivato ad Aguas Caliente infatti ero felice ma completamente esausto.

 

La mattina successiva la sveglia era impostata alle 3.30 di mattina per essere uno dei primi a poter percorrere il sentiero che porta ai cancelli e varcare la soglia del leggendario luogo di Machu Picchu. Purtroppo quando sono arrivato all’inizio del sentiero avevo più o meno 100 persone davanti a me. In quel momento ho pensato che i primi della fila avessero sicuramente dormito li. Alle 4 di mattina viene aperto il varco per percorrere il sentiero che porta all’ingresso del Machu Picchu. Sembrava di percorrere una Spartan Race (una corsa ad ostacoli), sembravano tutti in competizione e io sono riuscito a calare perfettamente nella parte. Quella mattina sentivo di avere una forza immensa, ho percorso il sentiero senza mai fermarmi, ho superato decine di persone senza essere mai stato superato. Alla fine del sentiero la mia maglia era sudata come non mai, completamente zuppa, ma non mi importava. Sarei stato uno dei primi ad entrare al Machu Picchu, ma il destino si rivelò crudele. Davanti al cancello c’erano molte più persone di quelle che avevo davanti al sentiero. Il perché era semplice: c’è gente che paga per arrivare fino a lassù con l’autobus e io non lo sapevo.

 

La mia delusione ci mise solo 10 minuti a svanire perché finalmente era giunto il mio turno per entrare al Machu Picchu. L’energia che viene emanata da questo luogo è qualcosa di unico. Sono arrivato più in alto possibile per ammirarne la spettacolarità a 360 gradi. Ero estasiato. Avevo finalmente realizzato uno dei miei più grandi desideri e il sogno di sempre di mio padre. Sapevo che sarebbe stato orgoglioso di me e tutto il mio sforzo era dedicato soprattutto a lui.

 

Diversamente da quello che molti credono, il Macchu Picchu era “solamente” la scuola di astronomia della civiltà Inca e non la capitale. La bellezza di questo luogo risiede nel fatto che è stato costruito quasi sulla cima di una montagna, le strutture sono interamente realizzate in granito, pietra solidissima ma molto difficile da modellare. Le tecniche costruttive erano a dir poco uniche. Ad esempio non erano necessari il cemento, la malta o altro, ma le pietre venivano modellate in modo da farle combaciare alla perfezione, erano antisismiche e in più ovviamente con una visione a 360 gradi del cielo.

 

Sono rimasto un’intera giornata al Machu Picchu e da una guida locale mi sono fatto raccontare tutti i dettagli di questo luogo magico e fantastico.

 

L’indomani ho fatto a ritroso la camminata da Aguas Caliente alla Hidroelettrica, per poi dirigermi verso Cusco, da cui poi avrei preso il bus per Arequipa.

 

Cusco – Arequipa. Arrivato ad Arequipa dopo diverse ore di viaggio mi sono subito messo a ricercare il tour che mi avrebbe portato al Colca Canyon, dove si possono ammirare i leggendari Condor. Dalle 3 di mattina ci sono volute diverse ore di viaggio per arrivare sul luogo, ma l’attesa è stata pienamente ripagata dai numerosi Condor che volavano sopra le nostre teste e dalla vista del Colca Canyon che è davvero profondo. Pensate che il dislivello è di quasi 3000 metri (più del Grand Canyon)

 

Arequipa – Nazca – Ica. Una volta tornato ad Arequipa dalla visita dal Colca Canyon sono andato alla stazione dei bus per dirigermi a Nazca, una città al centro del Perù. Qui ho avuto la possibilità di ammirare tre delle famose linee di Nazca da un’alta piattaforma realizzata proprio per questo scopo.

Dopodiche mi sono diretto ad Ica per andare a vedere la vicina Huacachina, un’oasi nel bel mezzo del deserto. Questa oasi è artificiale, ma si dice che un tempo l’acqua presente fosse di origine naturale, mentre ora viene pompata per mantenere in vita la laguna. Qui ho avuto la possibilità di ammirare uno scenario completamente diverso e nuovo rispetto a quelli che avevo visto finora: il deserto. Sono tante le attività possibili e io ne ho scelte due in particolare: un giro del deserto da passeggero su una Dune Buggy e scendere dalle dune con una tavola da snowboard. Due esperienze davvero emozionanti ed uniche.

Ica – Lima. Terminata la mia visita nell’ oasi Huacachina, da Ica ho deciso di trasferirmi a Lima, la capitale del Perù. Qui sono rimasto colpito dal costante grigiore del cielo che accompagna gli abitanti della capitale del Perù per tutto l’inverno. Lima mi ha dato inoltre la possibilità di vedere di nuovo il mare. Per me che in Italia abito vicino al mare, è stato davvero molto difficile stargli lontano per così tanto tempo. Ma, a parte questo, Lima non ha nient’altro di interessante da offrire per un turista come me, che cerca altro. Qualche giorno prima avevo comprato un biglietto aereo per Cancun, ma siccome mancavano diversi giorni ho deciso di fare un’ulteriore tappa, Huaraz.

 

Lima – Huaraz – Lima. Huaraz è una città a circa 5 ore a Nord di Lima. È situata in un parco nazionale e nelle sue vicinanze si possono ammirare dei luoghi fantastici. Io sono stato in due di questi: la Laguna Paron e il Glacial Pastoruri. La laguna Paron è una laguna dall’incredibile colore turchese, formatasi con lo scioglimento dei ghiacciai che la circondano. Il Glacial Pastoruri invece è un ghiacciaio che nonostante abbia perso più del 90% del suo volume a causa del solito riscaldamento globale, rimane uno spettacolo epocale. Gli esperti stimano che questo ghiacciaio scomparirà entro i prossimi dieci anni. Questa è una cosa che trovo molto triste.

 

Spesi 3 giorni a Huaraz sono tornato a Lima ad attendere il volo che mi avrebbe portato in Messico, precisamente a Cancun.

 

To be continued….