Key Points Marittimi - Rivista Online InRoots

Key Points, vecchie teorie e nuovi contesti

Alfred Thayer Mahan è considerato come uno dei fondatori della teoria del potere marittimo la quale è trattata nella sua opera “The Influence of Sea Power Upon History, 1660-1783” del 1890. Nel suo elaborato Mahan mette in evidenza i punti fondamentali per lo sviluppo del potere marittimo da parte di uno stato e nel caso specifico è analizzata l’ascesa inglese come potenza mondiale; tuttavia non si fa molta fatica ad individuare la valenza delle sue disposizioni anche nel contesto moderno specialmente nell’area del sud-est asiatico tra il mar Cinese Meridionale ed il mare delle Andamane

 

Impero inglese e Cina: un’analisi comparativa

La geografia nel contesto marittimo riveste ora come 127 anni fa un ruolo fondamentale per i flussi commerciali mondiali in quanto la maggior parte delle merci è trasportata via mare, le navi seppur più affidabili e capienti rispetto a quelle di fine ottocento sono vincolate comunque ai limiti fisici e quindi le loro rotte seguono la geografia dei continenti. Sotto questo punto di vista si inserisce il primo pilastro “mahaniano” inerente alla posizione geografica; l’Inghilterra è uno stato insulare con una via di accesso marittima favorevole verso il mercato europeo ma che al contempo, grazie alla sua marina, può bloccarne i flussi in entrata ed uscita come avvenne durante le guerre napoleoniche o durante i due conflitti mondiali.

Key Points Impero Inglese
Domini dell’Impero Inglese e key points sotto il controllo della flotta britannica.

La Cina è il maggior produttore mondiale di beni e la sua posizione a cavallo tra l’Oceano Indiano e l’Oceano Pacifico, con i più grandi e fiorenti centri portuali al mondo, le permette di aprire le sue rotte commerciali verso est con gli USA e verso ovest, tramite la strategia del filo di perle, con una catena logistica di porti ed infrastrutture lungo tutta la costa asiatica che le apre le porte verso il Mediterraneo e l’Europa.

Il passaggio a sud ovest si snoda attraverso le zone marittime più pericolose al mondo poiché il passaggio delle navi è vincolato, a tratti, a degli stretti dove vi è una fortissima presenza di pirateria. Questi key points ed il loro controllo giocano un ruolo fondamentale sul flusso delle merci e su parte del potere economico e politico da essi derivante.

Key Points rotte commerciali cinesi
Rotte commerciali e petrolifere nell’Oceano Indiano.

Legenda mappa Key Points commercio cineseLo stretto di Malacca è il primo passaggio obbligato dove la pirateria è molto attiva e presente. Tuttavia non è l’unico attore in campo infatti nello stretto vi è la presenza delle forze navali statunitensi creando così un braccio di ferro politico con la Cina le cui autorità hanno tentato di rispondere con l’istituzione di un progetto per la creazione di un canale di passaggio lungo l’istmo di Kra (idea già prospettata nel 1677 e poi nel 1793 con esiti nulli e poi con altri tentativi vincolati però dagli interessi degli inglesi nella città di Singapore).

 Diversa è invece la situazione lungo le coste della penisola araba negli stretti di Hormuz e Bab el Mandeb i quali sono stati fortemente militarizzati a causa della crisi mediorientale e rispondono in maniera più o meno diretta alla strategia cinese per il controllo delle proprie rotte petrolifere. La Cina nell’area ha investito notevoli somme per lo sviluppo di infrastrutture portuali e ne sono esempi Porto Sudan e Gwadar (Pakistan); la città pakistana fa parte del CPEC (China-Pakistan Economic Corridor) e quindi, in prospettiva, diverrebbe un hub energetico e commerciale grazie alla creazione di una ferrovia che la collegherebbe con lo Xinjiang e di un oleodotto sino-pakistano che diverrebbe una valida alternativa allo stretto di Malacca.

Tornando ad un’analisi comparativa con il modello inglese utile è il richiamo alla carta geografica, di stampo polemico, di Karl Haushofer dove l’Inghilterra viene rappresentata come una piovra che con i suoi tentacoli va ad occupare i principali snodi commerciali.

Key Points Impero Inglese nella cartina di Haushofer
La carta di Karl Haushofer contro la potenza talassocratica inglese.

Pur nella sua goliardia la carta mostra chiaramente come la talassocratica Inghilterra non occupava i territori in modo estensivo (pur con casi contrari come il corridoio africano tra l’Egitto ed il Sud Africa) ma mirava ad un controllo dei nodi focali del proprio commercio (come la Cina con le rotte round world e le rotte petrolifere) o dei propri interessi: Singapore, Città del Capo, Suez, Malta, Gibilterra erano solo alcuni dei punti chiave per il controllo dei mari e degli interessi inglesi ma che ancora oggi (specie gli accessi al Mediterraneo) sono al centro di interessi geopolitici e geoeconomici globali. 

Il Mediterraneo

Il mediterraneo tutt’oggi, seppur in modi e contesti diversi, si dimostra un mare centrale per la confluenza degli interessi di attori globali e regionali di cui questi ultimi hanno dato spesso prova della loro debolezza politica sul piano internazionale ed interno (la crisi greca e le primavere arabe ne sono alcuni esempi).
Il controllo del Mare Nostrum passa dal controllo dei suoi due accessi di Gibilterra ed il canale di Suez oltre ad alcuni punti di snodo lungo il percorso: l’Inghilterra con il controllo degli stretti e della rocca di Malta è riuscita a contrastare le operazioni navali dell’asse durante tutta la seconda guerra mondiale oltre a garantire parte dei rifornimenti necessari per le truppe in Nord Africa mentre oggi la Cina, tramite compagnie private, sta sviluppando strutture logistiche e facendo accordi lungo tutta la costa mediterranea. Port Said e Tangeri sono i due terminali di ingresso ed uscita in cui vi è una forte presenza delle compagnie cinesi le quali contribuiscono allo sviluppo delle infrastrutture mentre Gioia Tauro ed il Pireo sono gli hub di smistamento verso l’europa.

Negli ultimi anni i rapporti tra le compagnie cinesi ed i porti europei sono andati logorandosi per molteplici fattori portando gli investimenti verso le sponde del Nord Africa dove non vi sono regolamentazioni ambientali rigide ed il costo della manodopera è nettamente inferiore dando vita a quello che può definirsi come un Mediterraneo capovolto

Conclusioni

Concludendo si può affermare che se Mahan ha dimostrato come poter fare geopolitica a livello storico e non solo attuale dimostrando al contempo, con la sua analisi strategica, che in alcune aree dello studio della geopolitica vi sono dei paradigmi imprescindibili (ovviamente fino a che esisteranno le condizioni fondamentali) con cui poter analizzare i fenomeni ed interpretarli alla luce sia dei loro sviluppi storici sia dei loro risvolti attuali. La Cina e l’Impero Inglese nella loro espansione hanno avuto come obiettivo di fondo l’occupazione dei key points dei traffici commerciali e la salvaguardia della loro sicurezza perseguendoli con metodi molto diversi ma coerenti con i tempi in cui essi hanno operato ed operano. 

 

Fonte: http://www.limesonline.com/il-mare-nostrum-cinese-tensioni-e-conflitti-per-lenergia/585