Foto copertina racconto sulla Bolivia

La Quiaca – Villazon – Tupiza. Semplicemente attraversando la frontiera tra la Quiaca (Argentina) e Villazon (Bolivia) mi sono reso conto di quanta differenza ci sia tra Argentina e Bolivia. Buenos Aires dal canto suo è una città abbastanza sviluppata, ai livelli di quelle europee ma una volta lontano le cose stanno in maniera diversa. La Bolivia si è manifestata invece da subito come un paese veramente povero e addietrato tecnologicamente. Infatti è il paese più povero del Sud America.

 

Da Villazon ho preso posto su di un mini-van che in 2 ore mi ha portato a Tupiza, dove ci sono i migliori tour della nazione per visitare il Sud-Est della Bolivia.

 

Dopo aver passato diversi giorni a Tilcara, in Argentina – dove fa veramente molto freddo – uscendo anche di notte per fare degli scatti notturni sono arrivato a Tupiza in pessime condizioni di salute. La prima notte ho avuto la febbre e così ho deciso di rimanere li 2 notti in più del previsto. Il freddo persisteva, ma il riposo mi ha fatto veramente bene. Ero finalmente pronto per andare alla scoperta di ciò che ha da offrirmi la Bolivia.

 

Ho prenotato un tour di 4 giorni e 3 notti con una delle migliori agenzie turistiche della Bolivia. Il tour mi avrebbe portato alla scoperta di alcuni luoghi unici al mondo e naturalisticamente intatti. Avevo già un’idea della magnificenza di questa zona del paese, ma mai mi sarei immaginato di rimanere stupito per più volte nel corso di questo tour.

 

Tupiza Tour Giorno 1. Siamo partiti alle 7 in punto da Tupiza direzione Ciudad de l’Encanto.foto per Racconto sulla BoliviaIl primo percorso effettuato ci ha dato modo di capire a cosa saremmo andati incontro nei giorni seguenti. La strada, se così la si vuol chiamare, era interamente fatta di sabbia e rocce. Senza un fuoristrada probabilmente il tour sarebbe durato 5 minuti. Dopo esserci abituati alla scomodità del viaggio abbiamo avuto modo di conoscerci meglio. Io ero in macchina con un inglese, medico al PIT di Liverpool e una coppia francese di circa 60 anni, in pensione e decisi a godersi il tempo che avevano a disposizione. Nel altro fuoristrada c’era un neozelandese, medico anche lui di un ramo della medicina che non ho ben capito di cosa si trattasse, una marocchina che come me si era licenziata da poco, un francese che aveva appena finito l’università e una francese che invece era nel bel mezzo degli studi di giurisprudenza.

foto per Racconto sulla Bolivia

Dopo circa 5 ore e una ruota bucata siamo arrivati alla nostra prima meta: la Ciudad de l’Encanto. Una formazione di rocce con delle forme mai viste in tutta la mia vita, un vero spettacolo per gli occhi. Rocce che sono levigate e smussate da millenni dall’acqua, ma soprattutto dal vento. Dopo lo splendido pranzo cucinato da Norma, la nostra cuoca, ci siamo diretti verso il successivo luogo da visitare: il Pueblo Fantasma.

 

Altre 2 ore di viaggio, ma questa volta un pochino differente. Con l’ok di Limber, il nostro autista, ho dato fondo alla mia playlist di successi italiani. Stavamo nel bel mezzo del nulla con la musica italiana. Ora si che si incominciava a ragionare… foto per Racconto sulla Bolivia Arrivati al Pueblo Fantasma ci siamo riuniti in cerchio e abbiamo ascoltato la bizzarra storia riguardante questo posto che parla di un fantasma. Il Pueblo (paese in spagnolo) è paese disabitato da circa 500 anni. Era una zona dove veniva estratto l’argento, ma una volta esaurito il prezioso minerale la popolazione ha deciso di abbandonare la città.

 

Ancora 2 ore di viaggio per arrivare nell’accampamento che ci avrebbe ospitato la notte. Una deliziosa cena sempre a firma di Norma e poi tutti a letto. Ci trovavamo a circa 4500 metri, la temperatura esterna era sotto lo zero e quella interna era al di poco sopra. È stata la notte più fredda e più alta della mia vita.

 

Tupiza Tour Giorno 2. Sveglia mattutina alle 7, colazione e si riparte di nuovo. La prima tappa è stata una visita ad un allevamento di lama, animali bellissimi e intelligentissimi. Entrano ed escono in gruppo in determinate ore dalla loro recinzione senza bisogno di nessuno.

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Dopodiché abbiamo fatto visita alla prima delle tante lagune che avremmo visto con il passare dei giorni. A causa del freddo aveva la superficie tutta ghiacciata. Dall’odore di uova marce si sentiva che era ricca di zolfo ma nonostante tutto rimaneva uno scenario molto suggestivo.

 

La tappa successiva era in netto contrasto con tutto il freddo che avevamo preso durante il primo giorno. Ci stavamo avvicinando a dei vulcani attivi con le loro acque termali. Immergersi nell’acqua a 40 gradi quando fuori la temperatura era appena sopra lo zero è stata una sensazione strana, ma fantastica. L’acqua non odorava di zolfo ed era incredibilmente cristallina. Questa è stata l’ora di relax per me e i miei compagni di viaggio. Ci voleva proprio! Pranzo e direzione Laguna Verde.

foto per Racconto sulla BoliviaLa Laguna Verde si trova a quasi 5000 metri di altezza ed ha dietro di sé un vulcano che raggiunge i 6000 metri di altezza. L’acqua ha questo colore verde caratteristico a causa di alcuni minerali disciolti al suo interno tra i quali anche l’arsenico. Il paesaggio come sempre qui è molto suggestivo, immagini che nella vita si vedono pochissime volte. Infine, una visita a dei Geyser per poi dirigersi verso l’ultima tappa della giornata: La Laguna Colorada.

 

 

foto per Racconto sulla BoliviaProbabilmente la laguna più bella che si ha la possibilità di ammirare qui in Bolivia, anche grazie ai tanti fenicotteri e lama che vi ci abitano. Il colore predominante è il rosso bordeaux, caratteristica dovuta ad alcune specie di alghe che al calar del sole gli donano questo sfumatura pazzesca. Dopo questa visita anche il secondo giorno del tour è giunto al termine.

 

Il pernottamento anche questa notte è stata all’interno di rifugio dove non c’era neanche l’elettricità. Abbiamo cenato con le candele accese, sembrava quasi romantico…

 

Tupiza Tour Giorno 3. Sveglia di nuovo alle 7 di mattina. Questa volta siamo ripartiti per una zona chiamata la coppa del mondo a causa di una pietra dalla forma stranamente molto simile ad una coppa del mondo. Abbiamo visitato tanti posti particolari nel corso della mattinata, ma il momento che mi è rimasto più impresso è stato quello in cui abbiamo letteralmente scalato una piccola montagna. Durante la discesa ho affrontato una delle mie più grandi paure: quella dell’altezza. Ero immobilizzato e spaventato. C’è voluto tanto sforzo mentale per scendere da lì e probabilmente quell’esperienza non me la scorderò per molto.

 

Nel pomeriggio invece le tappe erano due: la Laguna Negra, dove l’acqua assume questo caratteristico colore grazie sempre a delle alghe e un pueblito dove realizzano una birra artigianale alla coca che non era per niente male.

 

Di nuovo sul fuoristrada per arrivare all’hotel di sale dove avremmo passato la notte. L’hotel è completamente realizzato con il sale. I mattoni con cui è costruito l’hotel e il pavimento sono di sale, mentre il tetto è realizzato con terra e paglia. Finalmente in questo hotel abbiamo avuto a disposizione acqua calda e elettricità. Per dormire il materasso è appoggiato su una struttura realizzata con mattoni di sale e ciò nonostante era abbastanza confortevole. Devo dire che purtroppo per tutta la notte non ho chiuso occhio, a causa di forti problemi intestinali durati fino al pomeriggio successivo.

 

Tupiza Tour Giorno 4. La sveglia questa volta è stata alle 5 di mattina, ma considerando che non avevo chiuso occhio non è stato un problema per me farmi trovare pronto a quell’ora. Eravamo già in macchina alle 5.30. La colazione l’avremmo fatta al Salar de Uyuni. Ci siamo svegliati così presto perché avremmo dovuto vedere l’alba al Salar de Uyuni. I problemi per me erano due: il fortissimo mal di stomaco e il freddo gelido. Sono stato l’unico del gruppo ad non essere riuscito a fare foto in quel momento, ma ho preferito rimanere in macchina per riguardarmi dalla malattia e dal freddo. Sono stato male fino a tarda mattinata dove sono riuscito poi a riprendermi in tempo per fare numerose foto al Salar de Uyuni di giorno e a girare un video molto divertente grazie alla prospettiva con i miei compagni di tour. Infine ci hanno riportato ad Uyuni, ci siamo salutati e scambiati i contatti. Alcuni sono subito ripartiti per Potosì, altri, come me, hanno aspettato l’indomani sera per andare a La Paz.

 

Uyuni – La Paz. Arrivato a La Paz sono rimasto colpito dal vedere le funivie che attraversano la città e dalla quantità di smog che è presente nell’aria. Si vede a colpo d’occhio. Sono rimasto in totale 3 giorni a La Paz. È una città che a livello turistico non ha molto da offrire. Mi sono però divertito a girare la città in funivia e ad attraversare il famoso mercato ad El Alto dove e1 possibile trovare di tutto: cibo, vestiti, ricambi di qualsiasi genere, auto, elettrodomestici, accessori per casa, insomma di tutto.

 

foto per Racconto sulla BoliviaLa Paz – Copacabana. Copacabana non è la famosa spiaggia che si trova a Rio de Janeiro, ma bensì una cittadina turistica che si trova sul Lago Titicaca. Da qui grazie ad un tour si possono raggiungere le due isole principali del Lago Titicaca in Bolivia, ovvero la Isla de la Luna e la Isla del Sol. Le due isole sono veramente molto speciali. La Isla de la Luna ha qualche decina di abitanti e si contraddistingue per avere una vista mozzafiato dalla sua vetta. La Isla del Sol invece ha qualche migliaio di abitanti e si dice che qui ebbe origine il popolo Inka.

 

La Bolivia è il paese più povero ed economico del Sud America. Nonostante tutto la gente è più onesta ma nello stesso tempo più chiusa rispetto al Brasile e all’Argentina. Ai boliviani non piace molto intrattenere una conversazione con degli sconosciuti, ma sono comunque riuscito a scucire loro più di qualche parola e la cosa mi rende orgoglioso.

 

To be continued…

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