Campo di grano - Land Grabbing - Rivista Online InRoots

Land grabbing: l’oro verde dopo la crisi del 2007

Oggi, il land grabbing – l’‹‹accaparramento di terre›› – è un fenomeno che sta avendo grande risonanza politica ed economica a livello internazionale. Molte delle questioni di geopolitica ruotano attorno a questo argomento, sia per il gran numero di attori coinvolti sia per il cambiamento planetario di cui sono protagonisti.

Campo arabile - Land GrabbingCon land grabbing si intende l’acquisizione di terre arabili su scala globale e che investe maggiormente le regioni del sud del mondo per investimenti di paesi stranieri.

Negli ultimi anni, in particolare dopo la grave crisi alimentare (e finanziaria) scoppiata nel 2007, questa corsa alle terre – land grabbing appunto – sta diventando un’ossessione soprattutto per quei paesi che sono impossibilitati morfologicamente a provvedere al proprio fabbisogno territoriale, sia per le risorse agro-alimentari che idriche.

L’oro verde: tra pubblici e privati

La crisi alimentare sopracitata si è scatenata tra l’aprile del 2007 e il marzo del 2008. In questo lasso di tempo il prezzo del riso e del grano sono aumentati vertiginosamente portando ad un aumento generale dei prezzi di tutti i generi alimentari sul mercato. Non sono state poche le rivolte scattate a seguito dell’accaduto. Gli esempi più eclatanti sono la Costa d’Avorio, l’Egitto e tutti quei paesi in via di sviluppo che non si sono potuti permettere una quantità sufficiente di cibo.

Figura 1: Target Country, paesi che rappresentano il bersaglio degli investimenti , Land Grabbing
Figura 1: Target Country, paesi che rappresentano il bersaglio degli investimenti – fonte LAND MATRIX

Per la paura di ricadere in questa situazione drastica, paesi con una forte solidità economica e con poche risorse agro-alimentari hanno cominciato ad avviare progetti a livello territoriale in terre del Sud del mondo, acquistandole e portando avanti un’attività di land grabbing senza una vera e propria regolamentazione. Il problema è che, prendendo come anno di riferimento il 2007, ogni anno da allora circa 80 milioni di ettari di terre fertili sono passati dai paesi di cui le terre facevano parte a pubblici o privati di paesi stranieri, rendendo così la terra il nuovo “oro verde“. A lungo andare, se gli investitori stranieri avranno il controllo delle terre arabili di altri paesi, andrà scomparendo l’agricoltura su piccola scala, rischiando di avere terreni agricoli sempre più privatizzati per lungo periodo e con un tipo di coltivazione che viene decisa dai paesi imprenditori.

Gli attori in questione

Esistono quattro categorie di investitori:

  • le compagnie private, che sono le più attive;
  • le compagnie pubbliche;
  • le partnership tra capitale privato e pubblico;
  • le associazioni di base con fondi di investimento.

Gli attori principali appartengono alla prima categoria delle compagnie private, seguiti poi dalle pubbliche.

A livello statuale i principali attuatori della privatizzazione di terre sono i paesi del Golfo e la Cina.

Investimenti dagli Emirati Arabi - Land Grabbing
Figura 2 – Gli Emirati Arabi Uniti come paese investitore transnazionale – fonte: LAND MATRIX

Paesi come gli Emirati Arabi o l’Arabia Saudita sono per la maggior parte desertici e per questo hanno maggiore necessità di accesso al cibo e all’acqua potabile. Allo stesso tempo sono potenti a livello monetario e politico, con grandissime riserve di petrolio che danno loro la possibilità e il potere di fare investimenti all’estero. Ad esempio, gli Emirati Arabi sono tra i primi dieci investitori di tutto il mondo di terreni arabili. L’attività di land grabbing, dal 2007, è diventata ancora più intensa perché in quel periodo, come tanti altri paesi, gli Emirati dipendevano dalla produzione di cibo di altri paesi.

Cina paese investitore - Land Grabbing
Figura 3 – La Cina come paese investitore transnazionale in 121 paesi e nazionale in 7 – fonte: LAND MATRIX

La Cina, invece, ha una situazione completamente differente da quella dei paesi del Golfo, in quanto ha una popolazione di circa 1,385 miliardi di persone ed è in costante crescita. Gran parte del suo territorio è utilizzato per lo sviluppo industriale ed anche per quanto riguarda le risorse idriche, la questione non è semplicissima perché anch’esse sono utilizzate per gli impianti industriali – il land grabbing include anche l’accaparramento di risorse idriche. Il paradosso sta nei numeri: alla Cina appartengono il 40% di tutti gli agricoltori al mondo, ma solamente il 9% dei terreni agricoli.

Questo ultimo esempio della Cina ci fa capire quanta necessità c’è di creare lavoro per una popolazione così vasta. Ma non è solamente questa la motivazione di chi intraprende un’attività di land grabbing: c’è chi vuole provvedere alla modernizzazione del settore, chi vuole creare lavoro e chi si preoccupa dell’esportazione. Il grave pericolo verso cui si va incontro è la marginalizzazione di quelle che sono le popolazioni locali. E’ per questo motivo che si chiede una maggiore regolamentazione dell’attività di land grabbing per far camminare assieme benessere economico e sociale.