Localizzazione mappa Parigi - InRoots

La localizzazione economica è una teoria dell’economia che unisce ai fattori di mercato considerazioni di tipo politico e geografico. L’intera economia di mercato si sviluppa in un contesto locale in cui, i vari beni, vengono prodotti e venduti in una condizione di sostanziale isolamento o comunque di autosufficienza.
Questa teoria risulta desueta nella concezione economica moderna, ad oggi, infatti, i flussi commerciali e finanziari globali sono articolati in strutture reticolari (network) sia fisiche che informatiche. La localizzazione ha ancora una sua validità nelle società strutturate in piccoli centri sparsi sul territorio o per le comunità isolate mentre è inapplicabile nelle aree più industrializzate del pianeta.

Von Thünen ed i primi modelli della localizzazione

L’opera di Johann Heinrich von Thünen (1783-1850) “Der isolierte Staat in Beziehung auf Landwirthschaft und National-őkonomie” pubblicata nel 1842 e tradotta in inglese con “Isolated State” è stata una delle prime opere ad affrontare il tema della localizzazione. Lo scritto pone alla base della sua trattazione un modello basato sulle società agricole curtensi ed ha successivamente stimolato l’interesse per un’analisi più approfondita della teoria stessa.
Perno della riflessione di Von Thünen è un tessuto urbano (città) situato in un territorio pianeggiante, privo di ostacoli e di corsi d’acqua navigabili e circondato dalla natura selvaggia. In tali condizioni si vengono a creare delle zone concentriche di produzione agricola in cui i beni deperibili e di difficile trasporto sono prodotti nelle vicinanze della città ed i beni più durevoli e facilmente trasportabili sono localizzati negli “anelli” esterni.
L’economista tedesco considerò la rendita di localizzazione come il fattore essenziale che suddivide l’area del suo stato isolato in zone distinte in base al tipo di utilizzo delle terre. Formula localizzzazione

In questa concezione i contadini avrebbero dovuto scegliere colture altamente redditizie con la formazione di sei zone concentriche:

  1. La zona più vicina al centro del mercato (o più in generale alla città) dove si dovevano coltivare o produrre i beni meno adatti al trasporto, perché più delicati o pesanti
  2. La zona dove erano concentrati i boschi, necessari a quel tempo per far fronte alla grande domanda di legname
  3. La zona dedicata alle colture intensive
  4. La zona dedicata alla rotazione poliennale
  5. La zona tenuta per un anno incolta (o a maggese)
  6. La zona dedicata all’allevamento

Modello localizzazione

Questo modello di natura curtense è valido anche oggi per la piccola agricoltura locale e per le comunità isolate.

Walter Christaller e la teoria delle località centrali

Walter Christaller (1883-1969) è il padre della teoria delle località centrali (pubblicata nel 1833) base per lo sviluppo successivo della teoria del funzionalismo. Il geografo ed economista tedesco, figlio della sua epoca e della sua cultura, prende a modello l’inurbamento tedesco.
Lo sviluppo urbano della Germania è del tutto particolare in quanto si sovrappone ed adatta ad un sistema infrastrutturale articolato in una molteplicità di centri di primaria importanza che dominavano il territorio circostante. La storia dell’area tedesca è costellata, sin dal medioevo, da vere e proprie città stato o micro-stati centrati su un agglomerato urbano dominante.

Carta localizzazione Baviera
Carta della distribuzione dei principali centri della Baviera. Via MyGermanCity.com

Le cittadine più piccole, con l’impulso della rivoluzione industriale, si sono specializzate in un determinato settore produttivo: la cittadina di Ulm sul Danubio è un importante centro di ricerca e sviluppo del settore aeronautico dell’azienda Airbus Group (ex EADS). Questi centri minori sono coordinati da un centro di propagazione dei servizi sufficientemente grande da avere una forte influenza sul territorio circostante. Punto di riferimento per tale teoria è la struttura urbana della Baviera che rispecchia abbastanza fedelmente quanto illustrato sopra.
Questa disposizione si dimostra efficace contro le pressioni politiche e sociali poiché disperde la popolazione a macchia di leopardo e ne impedisce la concentrazione in un’area sufficientemente piccola tale da poter evitare un’adesione di massa ad eventuali proteste. Il partito nazista ne prenderà infatti spunto per i suoi progetti riguardanti l’urbanizzazione della Germania.

Il modello si basa su aree gravitazionali distinguendo tra città attive (lavoro e produzione) e città passive (residenziali)ed ha le seguenti considerazioni economiche come date:

  1. comportamento ottimale del consumatore (non sovrapposizione delle aree di mercato e costi logistici minimi)
  2. Geografia omogenea (l’agglomerazione deve avere motivi economici e non geografici)
  3. costi proporzionali alla distanza (trasporti)
  4. economie di scala
  5. servizi equamente ed uniformemente distribuiti

A ciò si aggiungono i concetti di soglia e portata:

  1. Soglia: distanza minima avente popolazione sufficiente per rendere efficiente la produzione di un servizio
  2. Portata: distanza massima che il consumatore si pone per usufruire di un determinato servizio

Ogni prodotto è valido se la portata è maggiore della sua soglia (domanda).

Localizzazione amministrativa
Principio amministrativo: i centri da A ad F sono equidistanti in modo da evitare conflitti di competenze a livello amministrativo.
Modello localizzazione Christaller
Principio di mercato: i paesi si collocano tra 3 aree minimizzandone il numero per fornire merci ai centri dentro gli esagoni. Principio di trasporto: il centro inferiore è equidistante da quelli superiori in modo da minimizzare i costi di trasporto.

Si deduce che dai centri al centro degli esagoni vengono erogati beni e servizi per tutti i centri di ordine inferiore (da notare come nella figura antecedente le cittadine vadano a formare gli angoli dell’esagono cui centro vi e la città dando vita ad un sistema di esagoni sovrapposti ma che rispetta le regole precedenti ad ogni suo livello). Ogni centro diviene funzionale in base alle competenze che possiede e la sua grandezza non è sempre proporzionata alla sua importanza (isomorfismo topografico).

Questa teoria è di chiaro stampo fordista in quanto non considera la qualità del bene ma rimanendo valida nel caso sia il consumatore a sostenere i costi logistici. Nella produzione industriale moderna caratterizzata da bassi costi di trasporto e da una diffusa delocalizzazione perde ogni suo valore.

Verso il futuro della localizzazione

La localizzazione sembra aver perso ogni suo significato in un mondo governato da transazioni internazionali che poco si curano dei confini nazionali e delle singole comunità, la struttura economica si basa su reti e nodi distaccando i centri finanziari e commerciali dal loro retroterra culturale per inserirli nell’hub globale.
Il modello teorico di Thünen, tuttavia, può aiutare a razionalizzare la produzione nelle comunità in paesi particolarmente poveri di risorse e di strumenti tecnologici. Ciò darebbe una maggiore autosufficienza ai villaggi e quindi una minor conflittualità per l’accaparramento delle risorse.
Il modello di razionalizzazione urbana di Christaller ben si presta ai paesi in via di sviluppo ed in fase di forte industrializzazione. Questi paesi vedono un forte sviluppo urbano ed un’espansione delle periferie tale da creare delle jungle (bidonville, favelas, baraccopoli) dove lo stato spesso non arriva e dove regna l’indigenza ed il degrado. Una razionalizzazione urbana ed infrastrutturale porterebbe la popolazione ad aggregarsi in comunità meno numerose e più organizzate che favorirebbero in misura migliore lo sviluppo sociale ed economico.