La storia di Matteo Berardi - Il giro del mondo

Avete mai pensato a qual era il vostro sogno da bambini? Io sì e volevo fare l’astronauta.

Per raccontare da dove è partita l’idea del giro del mondo bisogna fare parecchi passi indietro, spiegando tutto dal principio, regolando l’orologio della vita indietro di parecchi anni ritornando fino a quando ero bambino.

La voglia di evadere e il senso di libertà che avevo già da allora erano fortissimi. Mi sono sempre sentito chiuso e oppresso con tutte quelle regole, a casa, a scuola, in chiesa. Sentivo che il mio posto nel mondo poteva essere ovunque e mi piaceva molto fantasticare su cosa sarei potuto diventare nel mio futuro. Questo infatti ha caratterizzato la mia infanzia e la mia adolescenza.

Sono sempre stato un ragazzo molto esuberante, quasi un ribelle direi. Ho fatto tanti errori nella mia vita e in diversi momenti sono incappato in persone che mi facevano sentire come se avessi qualcosa di davvero sbagliato in me. Lo ammetto ero un piantagrane, con i miei amici, con i miei genitori e con i miei professori e questo non l’ho mai negato.

Nonostante tutto non capivo perché venissi giudicato spesso per il mio comportamento e mi sentivo dire frasi del tipo: “Sei una persona che non ha capito nulla della vita” oppure “Non farai molta strada con questi ragionamenti”. Non ero come gli altri. L’ho sempre saputo. Ma cosa ci potevo fare io se non avevo intenzione di uniformarmi?

Finita la scuola, neanche diciannovenne, fui assunto da una multinazionale americana per lavorare su alcuni tipi di macchinari a raggi X. In quei 7 anni di lavoro subordinato ero riuscito a raggiungere conquiste che agli occhi di tutti sembravano fondamentali. Pensavo anche io di dovermi sentire bene ed essere orgoglioso di tutto ciò che avevo.

Ma non era così.

Ogni mattina mi svegliavo e mi sentivo oppresso, chiuso in una vita che non mi apparteneva. A volte piangevo, altre volte avevo delle crisi isteriche, altre volte ero freddo come il ghiaccio…

Ma perché resistevo in quella vita che mi faceva stare così male? Perché nel frattempo ero innamorato di una ragazza con la quale ho condiviso ben 5 anni della mia vita. Se ho resistito tutto quel tempo è perché lei è riuscita a farmi da scudo, a prendersi i miei nervosismi e ad amarmi come non ero mai stato amato. Ho capito che lo facevo per lei e perché in ogni caso non vedevo altra via d’uscita.

Mi comportavo davvero male con le altre persone, le sentivo distanti anni luce da me. Non sono mai riuscito ad avere un amico veramente stretto. Probabilmente perché avevo questa rabbia e questo odio che mi annebbiavano la mente. Arrabbiarsi con qualcuno d’altronde è un modo per evitare di affrontare quello che sta succedendo a te. Ed io infatti non stavo affrontando quello che c’era da sempre dentro di me.

“Nella nostra esistenza cerchiamo di tracciare il sentiero della vita nel migliore dei modi, ma alla fine qualche volta occorre un evento brusco e inaspettato per riportarci sulla retta vita”

A me è successo proprio questo in un ormai lontano Novembre del 2016. Lei, colei che io pensavo fosse la mia vita mi lasciò e anche se io inizialmente non avevo chiaro il perché, dopo alcuni mesi ho capito che in realtà aveva ragione. Si meritava di meglio ed un uomo che fosse davvero preso da lei più che dai propri problemi esistenziali. Ero solo, ma in fondo mi ci sono sempre sentito.

Fino a quando per destino, casualità, o chiamatela come volete, la mia vita cambiò, grazie ad un mio ritrovato amico che mi presentò Stefano e Manuela e il loro stile di vita e di pensiero.

Finalmente non ero più la voce fuori dal coro. Avevo trovato delle persone che stavano sulla mia stessa lunghezza d’onda. Avevano un progetto di vita alternativo che più avanti avrebbe preso il nome de “L’Asino e la Luna”. Sposai in pieno quel progetto e la mia vita iniziò a cambiare. Ascoltavo i loro ragionamenti da cui prendevo esempio, da cui imparavo ogni giorno di più e finalmente ero parte di un qualcosa che sentivo mio.

“Per capire cosa vuoi fare davvero nella tua vita hai bisogno di sperimentare, di essere aperto mentalmente e di ascoltare veramente ciò che le persone accanto a te ti dicono”

Così ho iniziato il mio processo di sperimentazione, per capire di più cosa mi piacesse fare e cosa non. È stato davvero utile perché in quel periodo ho provato a fare molte cose, come probabilmente non avevo mai fatto in tutta la mia vita prima d’ora. Sono riuscito a dare una risposta ad una moltitudine di interrogativi e soprattutto avevo trovato qualcosa che mi piaceva e per cui ero veramente portato: creare siti web. Lavoro che poi come vedrete di seguito si è rivelato fondamentale.

Ero sempre più motivato.

Per migliorare ulteriormente la mia vita c’era un’ultima cosa da dover fare, ovvero realizzare il mio sogno più grande: vedere tutti i luoghi che ho sempre sognato di vedere, alla scoperta di me stesso, per capire meglio chi sono e da dove vengo.

C’erano grandi ostacoli di fronte a me e realizzare questo sogno sembrava quasi impossibile. Quel che mi diede forza era vedere altre persone che, in una maniera o in un’altra, stavano realizzando il mio stesso sogno. Mi continuavo a dire:”Se ci sono riusciti loro, perché io non ci sarei dovuto riuscire?” Sapevo di dover andare incontro a scelte veramente difficili, ma di cosa avevo bisogno? Di mollare definitivamente la mia vecchia vita e così ho fatto.

“Un uomo fa ciò che può fino a quando il suo destino non si rivela. Dicono che tutto accade per un motivo ed ho iniziato a crederci”

Presi coraggio e mollai tutto. Il 22 Settembre del 2017 decisi di licenziarmi, chiudendo di fatto il mio rapporto lavorativo con questa multinazionale. Mai altro giorno della mia vita mi lasciò sensazioni più contrastanti. Dovevo essere felice o infelice per la “pazza” scelta che avevo appena fatto?

Senza pensarci troppo mi sono subito rimboccato le maniche e ho iniziato a lavorare in proprio come Web Designer & Instagram Expert, due lavori che possono essere svolti da remoto.

Ero diventato un Digital Nomad Worker.

Solitamente le etichette non mi sono mai piaciute, ma questa invece mi piaceva molto. Rappresentava tre concetti fondamentali per me. Il mondo digitale ha sempre fatto parte della mia vita e ne sono sempre stato affascinato. Sapevo già da bambino che mi sarebbe piaciuto avere a che fare con questo mondo. La parola nomade, anche se recentemente ha perso molto del suo valore, ha per me un significato fondamentale. Mi trasmette un senso di libertà enorme. Infine lavoratore. Sono sempre stato un ragazzo che si è dato da fare e questo mi è stato sempre riconosciuto. D’ora in avanti voglio darmi da fare per i miei obiettivi, non per quelli degli altri.

Finalmente ero libero di partire, ma un viaggio intorno al mondo non si organizza in 5 minuti. Se vuoi viaggiare, stare tranquillo ed avere meno imprevisti possibili devi organizzarti ed io ci ho messo 6 mesi prima di riuscire a partire.

In cosa consiste l’organizzazione di un giro del mondo?

Hai bisogno di un itinerario, di studiare dettagliatamente i paesi che andrai a visitare compreso l’aspetto sanitario, di capire di quali attrezzature hai bisogno e di comprarle, di fare un’assicurazione di viaggio decente senza spendere una fortuna, di capire di quanti soldi hai bisogno e di quanto puoi spendere in ogni singolo paese per arrivare fino alla fine del tuo viaggio con il budget previsto, di spiegare ai tuoi amici e ai tuoi genitori cosa starai per fare cercando di trovare il loro supporto ed tanto altro ancora. Infine c’è l’aspetto psicologico, bisogna essere coscienti del fatto che si rimarrà da soli per un lungo periodo, lontani da tutte le certezze della vita quotidiana, come un salto nel vuoto.

Insomma non è una passeggiata, ma una volta fatto questo si è pronti.

“C’è un momento nella vita in cui scegli se vivere fino in fondo o morire. È maledettamente vero. Traccia la tua strada verso il successo in amore, nella vita e nel lavoro prima che sia troppo tardi”

L’itinerario del mio giro del mondo

Non cercavo il lusso bensì l’avventura, cercavo di realizzare tutti i sogni che avevo da bambino e dei luoghi da dove avrei potuto imparare qualcosa sulla vita. Per questo fui ispirato da un’altra mia passione: la fotografia. Immortalare panorami da sogno, scovare la composizione perfetta per una fotografia, lasciare un ricordo indelebile nei miei occhi e in quelli di chi guarda le mie foto e così decisi di scovare su internet quei luoghi che mi avrebbero fatto rimanere a bocca aperta.

Settimane e settimane di ricerche…

Finalmente mi decisi. Le nazioni che avrebbero fatto parte del mio giro del mondo erano 14: Brasile, Argentina, Bolivia, Perù, Colombia, Usa, Canada, Giappone, Australia, Indonesia, Singapore, Malesia, Thailandia ed Egitto. Come non essere affascinati dall’idea di visitare il Cristo Redentore a Rio de Janeiro, il Salar de Uyuni in Bolivia, il Machu Picchu in Perù, la città di New York, le Cascate del Niagara al confine tra Usa e Canada, i parchi nazionali dell’Alberta, le Antilope Canyon in Arizona, il Monte Fuji in Giappone o l’isola di Bali in Indonesia.

Ho scelto queste mete perché ognuna di essa mi richiama, sicuramente per motivazioni diverse, a volte diametralmente opposte, ma sento di dover andare in quei luoghi perché li ci saranno le risposte che cerco. Andrò da Ovest verso Est, proprio per andare incontro ai climi favorevoli dei vari paesi in maniera tale da viaggiare più leggero possibile. In quest’avventura viaggerò da solo per la maggior parte del tempo, ma dormendo negli ostelli sicuramente mi farò nuovi compagni di viaggio in ogni città in cui alloggerò. Porterò con me il mio computer per lavorare, la mia macchina fotografica, uno zaino da backpackers dove andrà tutto quello di cui avrò bisogno e un piccolo zainetto che avrò sempre con me quando andrò all’esplorazione.

Sono sempre stato innamorato delle meraviglie che la natura ci offre e l’uomo è parte di essa, non al di sopra. Credo inoltre che un paesaggio con il relativo panorama dovrebbe essere l’espressione più alta del cuore dell’uomo. Il mio viaggio sarà proprio questo: un viaggio alla scoperta di questo meraviglioso pianeta chiamato Terra.