Dubai - Expo 2018 - Rivista Online InRoots

L’immagine che oggi si ha di Dubai è di una città fortemente all’avanguardia. Offre molti servizi e grandi risorse che vanno dal turismo al servizio immobiliare. Basti pensare alle meraviglie architettoniche che si innalzano nel bel mezzo del deserto che, oltre ad essere un esempio di maestosità architettonica, sono anche delle attrattive turistiche. Dubai ha l’edificio più alto del mondo che si innalza per 829,8 m da terra, è sede del terzo aeroporto più trafficato del mondo con la previsione di costruirne un altro, ha un grattacielo costruito con una torsione di 90°, è la città in cui risiede l’albergo a forma di vela, ha degli enormi campi sportivi e molto altro. Proprio in questa città, nello specifico nel World Trade Centre, moltissime aziende di fama internazionale, come la General Motors, la Sony, la Johnson & Johnson o la Federal Express, hanno scelto di collocare i loro uffici perché Dubai offre anche un complesso di strutture dedicate a tutte le attività di tipo imprenditoriale. E’ anche la città prescelta per essere la sede dell’ Expo 2020.

World Trade Centre - Expo 2020
World Trade Centre, sede di uffici, esposizioni e meeting al centro di Dubai
Torre Cayan - Expo 2020
Torre Cayan, edificio di 303m costruito con una torsione di 90°
Burj Khalifa - Expo 2020
Burj Khalifa, grattacelo alto 829,8 m, l’edificio più alto mai realizzato dall’uomo
Burj Al Arab - Expo 2020
Burj Al Arab, albergo a forma di vela simbolo della modernità di Dubai

 

Con un panorama simile, si fa difficoltà a credere che “per secoli Dubai è stata un villaggio di pescatori e un piccolo e povero porto commerciale”, come viene riportato dal National Geographic per un servizio facente parte della serie Urban Expeditions. La famiglia dell’attuale sceicco, Mohammed, era una famiglia di pescatori di perle, attività molto redditizia all’epoca, finché questa non è stata soppiantata dall’invenzione delle perle coltivate. Nel 1958, quando il padre di Mohammed salì al potere, venne intrapresa una politica di rinnovamento per Dubai a seguito della presenza di petrolio nel giacimento di Fateh di Dubai. Da qui è cominciata la scalata della città e degli stessi Emirati Arabi Uniti, creati proprio per favorire la sicurezza e il benessere. Si è iniziato a godere di elettricità, acqua corrente e tantissimi altri servizi che permettevano una vita più agiata fino ad essere considerata al giorno d’oggi la “New York del Golfo Persico”.

La Dubai delle energie rinnovabili

Gli EAU hanno deciso di diventare un punto fondamentale a livello globale per la ricerca tecnologica e lo sviluppo delle energie pulite. Lo scopo principale è quello, nello specifico di Dubai, di farne una città sostenibile. Lo sceicco Mohammed, l’emiro per diritto ereditario, ha dichiarato che entro il 2050 la sua città trarrà il 75% dell’energia da fonti pulite. Molti si chiedono se ciò sarà mai possibile e come mai si punta alle energie rinnovabili. Gli investimenti del Paese nel settore delle energie rinnovabili sono enormi (circa 15 miliardi di dollari). L’utilizzo di questo tipo di energie mira fondamentalmente agli obiettivi mondiali in materia di protezione del clima, sicurezza energetica e futuri progetti lavorativi. Ciò che gli EAU hanno cercato e cercano di raggiungere è la minor dipendenza possibile dal petrolio, l’oro nero che potrebbe finire. Anche se tutto ciò che si vede a Dubai è principalmente dovuto alla scoperta di questi giacimenti, c’è un’altra risorsa che viene impiegata per mantenere in vita l’intera macchina e in luoghi come Dubai è una fonte sicura: il sole e di conseguenza il calore. A seguito della famosa conferenza sul clima tenutasi a Parigi nel 2015 conclusasi con l’impegno a mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto dei 2°C, gli EAU si sono ufficialmente concentrati sull’intento di diminuire il consumo di Co2. Moltissimi sono i progetti ad energia solare – un esempio potrebbe essere la costruzione del parco solare Mohammed bin Rashid Al Maktoum. Un terreno così costituito come quello degli Emirati, formato principalmente da aree desertiche, ha un bisogno impellente di essere alimentato da elettricità per tenere attiva qualsiasi cosa, a partire dall’aria condizionata fino alla serra in cui crescono frutta e ortaggi. L’energia rinnovabile sembra essere, quindi, la via più adatta da intraprendere.

Il grande ed ambizioso progetto di una città sostenibile è già cominciato:

Sustainable City - Dubai
Sustainable City

La Sustainable City è un’area in cui ogni villa è dotata di pannelli solari e al centro di questa città ci sono 11 serre. Ricopre una superficie di 46 ettari in cui verranno costruiti anche un albergo, una scuola e quant’altro.

 

Green Planet - Dubai
Green Planet

Il Green Planet è una bio-cupola in cui i visitatori sono invitati a esplorare il fascino della flora e della fauna del pianeta. All’interno è riprodotto l’ambiente delle foreste pluviali con più di 3000 piante e animali. La struttura è stata costruita con alti livelli di efficienza energetica.

 

Smart Palm - Dubai
Smart Palm

La Smart Palm è una stazione di ricarica e punto di informazione creata con alti sistemi di ecosostenibilità alla cui estremità sono stati collocati dei pannelli solari per alimentare tutta la struttura.Ci si può connettere al Wi-Fi gratuito, si può godere di un po’ d’ombra ed avere maggiori informazioni grazie al digital-support.

 

Expo 2020: sostenibilità, mobilità e opportunità

Logo Expo 2020 - Dubai

Dubai appare come una città in perenne rinnovamento, come se non avesse voglia di fermarsi mai. Ed infatti una data importantissima per Dubai sarà il 2020, anno in cui si svolgerà l’Expo, prima Esposizione Universale a tenersi in Medio Oriente. I tre punti focali su cui si incentrerà l’evento saranno sostenibilità, mobilità e opportunità.
Sostenibilità, al centro dell’evento. Con questo termine si vuole indicare la possibilità di “doing more with less”, proteggendo e preservando allo stesso tempo l’ambiente per le future generazioni. Questo tema sarà fondamentale per presentare progetti di mantenimento dei diversi ecosistemi sulla Terra e per fornire ulteriori approfondimenti sulla green economy.
Mobilità, il punto di contatto tra le varie persone. Verranno presentate idee per rendere più accessibile il mercato, il sapere e l’innovazione. Si parlerà di trasporti, di mobilità personale, di connessione digitale e di esplorazione viaggiando. Il tutto sarà incentrato sul concetto di rendere più semplice qualsiasi spostamento si voglia effettuare.
Opportunità, il cuore del progresso. Questo specifico punto sarà fondamentale per avere una visione diversa del futuro, in cui le aspirazioni degli individui e delle comunità faranno da protagoniste. Si parlerà di nuovi orizzonti e nuove opportunità che riguardano l’educazione, l’occupazione, le nuove industrie e la governance.

Il titolo dell’Expo 2020 sarà “Connecting Minds, Creating the Future”. I lavori sono iniziati nel 2015 e si prevede la fine nel 2019, con infrastrutture permanenti, materiale riciclabile e un ambiente che rimanderà ad un ecosistema sostenibile.
Dubai è vista come la città del futuro, la città dove nulla è impossibile. Tutto ciò che viene progettato è rivolto alle generazioni successive. D’altronde in una città in cui tutto si dirige verso la digitalizzazione e la maestosità ed in previsione di un futuro più tecnologico dell’attuale presente ci si può aspettare di tutto.