Bottiglie - Plastica - Rivista Online InRoots

128 miliardi è il numero delle bottiglie fabbricate della compagnia con il più alto numero di bottiglie di plastica prodotte all’anno, la Coca-Cola. Prendendo una citazione di un articolo scritto da Laura Parker e pubblicato sul National Geographic Italia, “La produzione è aumentata ad un ritmo talmente frenetico che, in pratica, quasi la metà della plastica fabbricata dall’invenzione del materiale ad oggi è stata realizzata negli ultimi 15 anni”.

Coca-Cola - Plastica

La plastica è un materiale di recente scoperta. Risale agli anni 1855, dal momento in cui venne prodotto in laboratorio il primo rayon, una fibra trasparente che si ottiene dalla cellulosa. E’ nel 1861 che venne brevettato il primo materiale plastico da Alexander Parkes e bisognerà attendere il 1869 per la scoperta della celluloide. Agli inizi del 900 si cominciò ad utilizzare il petrolio per la sua realizzazione, accelerandone di molto il ritmo di produzione. Si arriva quindi alla fine della Seconda guerra mondiale per vedere i primi paracaduti di nylon o parti degli aerei leggeri fatti interamente di plastica. Si parla di miracolo della plastica, miracolo che cambiò la vita di tutti, migliorandola. Ha apportato dei cambiamenti mai pensati precedentemente nel campo della medicina, nelle attività spaziali, nella progettazione di aeroplani e macchine, riducendo l’inquinamento diminuendo a sua volta il consumo di carburante. Se si pensa ancora più in grande, la plastica ha sostituito tanti di quegli oggetti fatti in avorio, che è un materiale ricavato per di più dalle zanne degli elefanti, rendendoli più alla portata di tutti. (vedi anche: https://www.inroots.net/avorio-illegale-provvedimento-della-cina/)La celluloide, in poche parole, sostituiva l’avorio e sostanze sempre più rare.
Bottiglia - PlasticaCon la plastica si poteva ottenere di tutto, anche quelle bottigliette usa e getta tanto temute che hanno dato avvio alla rivoluzione di plastica. Il ritmo di produzione della plastica è aumentato vertiginosamente, raggiungendo un picco come quello della Coca-Cola e delle sue bottiglie (di acqua e di coca-cola). Si è passati dalla bottiglia di vetro a quella di plastica anche in casa. Come detto in un articolo sull’usa e getta del 2013 scritto da scienziati esperti, “la plastica non dovrebbe essere considerata un’amica delle casalinghe, bensì un materiale pericoloso”. La plastica è un materiale che non svanisce nel tempo, come ad esempio la carta. La maggior parte di ciò che si usa quotidianamente è rivestita di plastica: il cibo, le medicine, le automobili e quant’altro. Per questo il contributo più pesante all’inquinamento lo danno le aziende utilizzando un numero sempre maggiore di imballaggi di plastica che vengono gettati via un secondo dopo l’utilizzo.
Mare - PlasticaLa situazione è diventata così tanto delicata che i mari sono i primi a risentire dell’inquinamento causato da materiale plastico non riciclato. Di fatti, parlando di numeri, il Mediterraneo occupa solo l’1% delle acque internazionali, ma allo stesso tempo ospita il 7% di tutte le microplastiche del Pianeta.

La questione che segue allo sviluppo della plastica è la sua gestione e il suo riciclaggio. Il reale problema non è rappresentato dal materiale di per sé, ma dalla capacità di gestirlo. Le soluzioni sono molte: aumentare i camion della spazzatura, aumentare anche le discariche, raccoglierla in appositi contenitori per riciclarla. Andando ancora più a fondo, alla base dovrebbe esserci un’educazione ambientale a livello mondiale per far capire all’uomo, a lungo termine, verso cosa potrebbe incappare. Hanno preso piede moltissimi movimenti fondamentali sia per dare una scossa a questo problema dell’inquinamento sia per creare una sorta di consapevolezza e conoscenza da parte di chi fa uso di questo materiale. Pulizia spiaggia - PlasticaAnche se apparentemente inutili, la pulizia delle spiagge è una di quelle iniziative che vedono un accomunarsi di persone dedite alla soluzione di un problema. Il messaggio che viene inviato ogni qual volta si coinvolgono le persone in attività come questa è che l’azione di ogni singolo individuo è importante. La soluzione più indicata, e più richiesta, è quella di intraprendere accordi internazionali, più contatti tra le istituzioni e i produttori e chiaramente anche una buona pratica quotidiana di tutti i consumatori.

Proprio perchè la speranza è l’ultima a morire, le aziende che hanno rilevato il grave danno apportato all’ambiente hanno deciso di attuare delle politiche a seguito delle proteste dell’opinione pubblica. L’azienda Coca-Cola ha deciso di raccogliere e riciclare il 100% dei suoi imballaggi entro il 2030, la Johnson & Johnson userà la carta e non più la plastica per i suoi cotton fioc. Ovviamente poi ci sono i singoli individui che devono contribuire a questo grande progetto mondiale di salvaguardare il pianeta dal diventare un enorme corpo di plastica.

Piccolo paragone tra ieri e oggi: nel 1980 la percentuale di attività di riciclaggio della plastica era prossima allo zero, mentre oggi nel mondo si ricicla circa il 18%.