Bandiera Cile - Presidenziali Cile - InRoots

Lo scorso 19 novembre, in previsione della conclusione del secondo mandato presidenziale di Michelle Bachelet, si sono svolte le elezioni in Cile. La Bachelet concluderà ufficialmente il suo secondo mandato presidenziale l’11 marzo 2018 e questo è il panorama che si presenta:

  • Alejandro Guillier, con la lista di Nueva Mayoría
  • Sebastián Piñera, capolista di Chile Vamos
  • Beatriz Sánchez, a capo di Frente Amplio
  • Jesé Antonio Kast, candidato indipendente
  • Carolina Goic, con il Partido Demócrata Cristiano
  • Marco Enríquez-Ominami, candidato del Partido Progresista
  • Eduardo Artés, per Unión Patriótica
  • Alejandro Navarro, candidato di País

La Bachelet non ha potuto partecipare alla competizione in quanto la Costituzione cilena non permette di condurre due mandati consecutivi alla presidenza. Infatti lei fu Presidente dal 2006 al 2010, come 34° presidente, e dal 2014 ancora in carica, come 36°.

Svoltesi le elezioni, nessuno dei candidati è riuscito a raggiungere i voti necessari per essere eletto Presidente, ossia più del 50% dei voti. Per questo motivo il 17 dicembre avverrà il ballottaggio tra Sebastián Piñera e Alejandro Guillier i quali hanno ottenuto rispettivamente 2 417 216 voti (il 36,64%) e 1 497 118 (il 22,70%), molti meno rispetto alle previsioni.
A parte un numero rilevante di voti ottenuti dalla Sánchez (20,27%), gli altri candidati si sono tenuti tutti sotto la soglia dell’8%. Quello della Sánchez è un risultato totalmente inaspettato perché rappresenta una voce di una sinistra più tradizionale.

Beatriz Sánchez - Presidenziali CileMolti giornali parlano di “ago della bilancia” al secondo turno riferendosi alla candidata Sánchez poichè il risultato ottenuto il 19 novembre rappresenta un’enorme fetta del popolo cileno votante. Il grande punto interrogativo è come si andranno a disperdere i voti da lei ottenuti, se a favore di Piñera o di Guillier.

 E’ necessario sottolineare, però, che 14,3 milioni sono i chiamati alle urne in patria e 39.137 all’estero. Per cui, dati i risultati, l’astensionismo è stato molto elevato, del 53,30%. Questa è la risposta cilena ad un forte malcontento derivato dalla politica della Bachelet nel suo secondo mandato.

Con l’avvento della Bachelet si era passati da 4 anni di governo di centro-destra, in cui l’economia cilena aveva raggiunto degli importanti tassi di crescita del PIL, ad un governo di centro-sinistra da lei portato avanti con un programma che prevedeva accessi gratuiti alle università e ai collegi, l’istituzione delle unioni civili fra persone dello stesso sesso e una riforma che garantiva alle donne il diritto di abortire, divieto introdotto dalla dittatura di Pinochet.
Ad oggi, i sostenitori che riponevano fiducia in lei sono molti meno rispetto all’inizio. Dal 2014 il Cile ha visto un rallentamento ed un indebolimento a livello strutturale che stanno portando il paese verso un bassissimo grado di efficienza.
I candidati, nei loro programmi, hanno inserito varie proposte riguardanti il lato economico del paese ed è per questo che le riforme sui finanziamenti, i provvedimenti sulla disoccupazione e il regolamento del sistema tributario sono materiale di discussione in queste presidenziali.

Sebastián Piñera, per un Cile sviluppato

Piñera - Presidenziali Cile

 

“Nuestra misión es transformar a Chile en un país desarrollado”

Tra i candidati Sebastián Piñera, imprenditore e uomo politico cileno. È stato il 35° Presidente del Cile, dal 2010 al 2014 ed è dato per preferito in queste elezioni presidenziali. A capo di una coalizione di centro-destra ha ottenuto 2 417 261 voti, che corrisponde al 36,64% del totale dei votanti. Si è sicuramente aggiudicato la vittoria del primo turno, ma non ha ottenuto voti sufficienti per aggiudicarsi il posto di Presidente.

Logo Piñera Presidente - Presidenziali CilePiñera si presenta con un programma tipico del centro-destra intitolato “Costruiamo tempi migliori per il Cile”: prevede 745 misure, tra cui ampie revisioni del sistema pensionistico, del sistema politico e dei finanziamenti, riduzione delle tasse e provvedimenti riguardanti l’istruzione. Molto vicino alle realtà dei lavoratori, punta non solo ad una diminuzione della disoccupazione, ma anche a migliorare l’occupabilità.

Per l’opinione pubblica è un uomo moderato, non legato ai conservatori di estrema destra che sono stati protagonisti durante la dittatura militare dal 1973 al 1990. La sua elezione significherebbe la conferma che la sinistra sudamericana sta attraversando un grave momento di crisi. Basti pensare alla vincita dell’opposizione di centro-destra in Venezuela dello scorso 6 dicembre che dopo 17 lunghi anni ha messo in minoranza i partiti di Chavez e Maduro in Parlamento. Anche in Argentina le elezioni di metà mandato sono state vinte da un conservatore.

Alejandro Guillier, per un Cile più giusto

Guillier - Presidenziali Cile

 

“Se crece para mejorar la calidad de vida.”

Alejandro Guillier, sociologo e giornalista cileno, nel 2013 lascia la sua professione di giornalista per partecipare come candidato indipendente alle elezioni per il Senato del Cile ed è stato eletto senatore con 37,1% de voti.

Alla guida di Nueva Mayoría, Guillier sta concorrendo per la carica di Presidente del Cile ottenendo al primo turno il 22,70% dei voti. Il suo programma prevede un rafforzamento della produzione e delle
Logo Guillier Presidente- Presidenziali Cileinfrastrutture, la creazione di un sistema pensionistico solidale, la modifica della struttura fiscale – in modo tale da far rimanere all’interno della regione le tasse pagate dai cileni, l’arrivo di specialisti nei servizi sanitari della regione e il regolamento del divario salariale tra uomini e donne. Punto di contatto tra la Bachelet e Guillier è la promozione del matrimonio paritario, della legge sull’identità di genere e sull’aborto.
Al popolo cileno quello di Guillier è un volto molto noto, in quanto è stato a lungo considerato il giornalista più affidabile del Cile. E’ di certo considerato meno esperto di Piñera, ma nonostante ciò ha la fiducia del paese grazie alla sua carriera televisiva e alla sua professionalità.

Il prossimo 17 dicembre sarà una data fondamentale per il futuro del Cile. Piñera e Guillier continuano a portare avanti le loro campagne elettorali, ma il tutto dipenderà dai voti ottenuti della Sánchez al primo turno.

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