Summit Trump-Kim

Il 12 giugno 2018 si è svolto a Singapore il secondo summit del Leader nordcoreano Kim Jong-un dopo quello avuto con il presidente della Korea del Sud a fine aprile. Questo incontro si è presentato come più problematico de precedente in quanto poche settimane prima le dichiarazioni del segretario di stato statunitense avevano gettato molte ombre su questo evento e avevano provocato un temporaneo passo indietro nel processo di apertura diplomatica nordcoreana.
Questo caso è stato presto messo in secondo piano in quanto sia gli Stati Uniti che l’intera comunità internazionale sanno quanto sia importante riportare un certo grado di stabilità nella penisola coreana e la possibilità di una via diplomatica e pacifica ha catalizzato gli sforzi di tutti verso questa direzione.

 

L’incontro

Il 12 giugno si è quindi svolto in un clima più disteso di quanto potesse apparire l’incontro tra Kim Jong-un e Donald Trump. L’incontro davanti le telecamere è stato disteso e conviviale con i due che si sono scambiati strette di mano e “pacche” sulle spalle e poche battute su quanto sia stato difficoltoso arrivare sin lì, quasi a voler rimarcare il desiderio di non sprecare una simile opportunità.
L’incontro privato si è svolto in meno di un’ora ma le impressioni sono state ottime da entrambe le parti, Trump ha speso parole positive verso il suo interlocutore e per questo ha dichiarato che vi sono ottime possibilità che in futuro l’intero sistema di minaccia nordcoreano sarà solo un ricordo e che nella penisola possa finalmente tornare un clima di distensione e pace durevole.

Il documento firmato dai due leader riprende da vicino quello firmato a fine aprile tra le due Coree con impegni presi da entrambe le  parti di carattere generale ma che, in questa fase di trattative, non possono essere di natura diversa; c’è troppo su cui discutere e molta strada da percorrere prima che si possano definire tutti i dettagli e le richieste di tutte le parti in questione (che si ricorda non sono solo le due Coree e gli Stati Uniti ma anche Giappone, Cina e, in parte molto minore, la Russia).

 

Gli impegni dei due leader

Questi sono i punti salienti del documento:

  • Le due nazioni si impegnano a stabilire nuove relazioni tra di loro al fine di raggiungere lo stato di pace e prosperità voluto dai rispettivi popoli.
  • Le due nazioni uniranno gli sforzi per costruire un regime di pace solido e duraturo nella penisola coreana.
  • Si riafferma quanto dichiarato nel documento del 27 aprile sulla completa denuclearizzazione della penisola coreana.
  • Le due nazioni si impegnano al fine di recuperare i resti dei prigionieri di guerra e dei MIA e di effettuare il rimpatrio di coloro che sono e verranno identificati.

In aggiunta gli Stati Uniti e la Repubblica Popolare e Democratica di Korea si impegnano nel proseguimento dei negoziati guidati dal segretario di stato Mike Pompeo e da un alto funzionario nordcoreano al fine di implementare i risultati di questo primo incontro.
I due leader si impegnano alla cooperazione per lo sviluppo di nuove relazioni tra i due paesi e la promozione della pace, della prosperità e della sicurezza nella penisola coreana e nel mondo.

Kim Trump

La fiducia per il futuro

I due si sono, infine, invitati reciprocamente a visitare il paese dell’altro non appena le condizioni delle relazioni tra gli stati lo permetteranno.
Le parole dopo il summit di entrambi i leader sono state positive (con tanto di ringraziamento di Kim a Trump per aver reso possibile l’incontro) anche se continueranno a permanere le sanzioni nei confronti della Korea del Nord fino a quando non vi saranno risultati apprezzabili. Tuttavia, come contropartita, sono state annullate tutte le esercitazioni congiunte tra USA e Korea del Sud.
Trump ha dichiarato che ha fiducia nel leader nordcoreano e che è convinto che manterrà quanto pattuito, questo non ha permesso però di abbandonare un certo grado di incertezza verso il futuro nei confronti di un interlocutore imprevedibile e, diplomaticamente, ancora tutto da capire (si ricorda l’isolamento decennale della Korea del Nord).
Quanto e come verrà ripagata la fiducia di Trump (e di buona parte del mondo) riposta in Kim lo potrà dire solamente il futuro prossimo quando inizieranno le operazioni effettive per il disinnesco della bomba coreana.