Vista di Cervara di Roma - Rivista Online InRoots

Cervara di Roma è un paesino con meno di 500 abitanti situato nella provincia di Roma alle pendici dei monti Simbruini a circa 1100m di altitudine. All’inizio della seconda guerra mondiale contava poco più di 1000 abitanti principalmente allevatori e contadini. L’elezione del comitato di salute pubblica e l’opposizione all’esercito tedesco ebbero lo scopo di salvaguardare i pochi beni di prima necessità di cui il paese disponeva e che erano costantemente richiesti dai soldati in ritirata dopo lo sfondamento della linea Gustav nella primavera del 1944.

Il primo rastrellamento di Cervara

Il 12 ottobre 1943 un gruppo di soldati tedeschi di stanza ad Arsoli entrò a Cervara di Roma alla ricerca di diversi ex-ufficiali dell’esercito italiano. Nel tentativo di cattura rimasero uccisi un ragazzo del posto ed un militare tedesco (oltre al ferimento di un altro giovane di Cervara).
A ragione di ciò furono rastrellati 15 abitanti “quasi tutti padri di famiglia” per poi essere condotti in piazza Umberto I per essere fucilati. Prima che l’esecuzione avesse luogo un soldato tedesco confessò di aver ucciso il suo compagno credendolo uno degli ufficiali in fuga ed i 15 furono tutti liberati.

Il comitato di salute pubblica

Documento di istituzone del comitato di salute pubblica
Documento di istituzone del comitato di salute pubblica

Gli eventi accaduti tra il 30 maggio e l’11 giugno 1944 furono di tutt’altra portata.
Il 30 maggio 1944 diversi cittadini furono convocati nella sede del comune per eleggere un comitato di salute pubblica per la prolungata assenza del Potestà. Tra gli eletti vi furono il parroco Don Amedeo Barbona, il Magg. Rossi Anacleto (poi divenuto sindaco), Lutrario Alberto in qualità di segretario comunale e Nocente Giuseppe (unico del comitato ad essere ucciso).
I documenti comunali assegnano al comitato il compito di tutelare gli interessi della popolazione del paese di fronte alle richieste continue e minacciose dell’esercito tedesco. Tale scopo si dirà raggiunto in quanto “il patrimonio individuale e collettivo del comune di Cervara di Roma è stato integralmente salvaguardato”.
Nello stesso documento vengono menzionati gli aiuti offerti alle popolazioni di Subiaco ed Agosta ospitando circa 1500 sfollati e provvedendo ad i loro bisogni primari.

Il secondo rastrellamento di Cervara

Il comitato nei giorni successivi dovette far fronte alle truppe tedesche in ritirata che spesso minacciavano, armi alla mano, la popolazione per ottenere i viveri necessari. Le continue frizioni portarono ad una nuova caccia all’uomo, stavolta verso i membri del comitato con la cattura del segretario comunale Lutrario Alberto. I restanti membri decisero di forzare la mano ed affrontare a viso aperto la pattuglia che aveva catturato e che al momento deteneva il segretario il quale fu salvato: “[i membri del comitato] afferrano [il segretario] togliendolo dalle strette dei soldati tedeschi…e lo affidavano nelle mani del Sacerdote Don Amedeo Barbona, che rischiando la propria vita provvedeva a rifugiarlo in luogo sicuro.”
Furono catturati altri tre cittadini tra cui il membro del comitato Giuseppe Nocente in aggiunta a Giulio Rossi e Giuseppe Olivieri. I tre furono condotti nel paese vicino di Rocca di Botte ed adibiti a domestici per poi essere rilasciati il giorno seguente muniti di un biglietto da mostrare ad eventuali pattuglie tedesche incontrate lungo la strada.
I tre non torneranno mai a casa in quanto furono uccisi con 27 colpi di arma da fuoco. I loro corpi furono rinvenuti privi di ogni loro avere e senza alcun biglietto, cosa che portò i concittadini a ritenere che in esso vi fosse segnata la loro condanna a morte.

La fine del comitato e la liberazione

L’ultimo compito assegnato al comitato fu il prendere contatto con le autorità alleate e di riferire alle stesse le necessità del paese ricevendo i beni di prima necessità richiesti. Ultima decisione, sotto il benestare alleato, fu la nomina a sindaco del Sig. Rossi Anacleto l’11 giugno prima dello scioglimento del comitato stesso.

La storia di Renato Tomei riportata in un documento del comitato del 1944
La storia di Renato Tomei riportata in un documento del comitato del 1944

La seconda guerra mondiale è stato per il nostro paese uno di quegli eventi che hanno coinvolto in prima persona la vita e le esperienze di  tutti i cittadini; il bombardamento del quartiere di San Lorenzo a Roma, la strage di  Marzabotto e la resistenza sono stati solo alcuni dei fatti e dei fenomeni che sono entrati nella storia nazionale e nei racconti di moltissime famiglie tramandati ai figli ed ai nipoti.
La guerra, tuttavia, non è stata solo grandi eventi di massa ma ha segnato nel profondo anche le piccole  comunità ed i paesini consegnando alla memoria, di pochi, la loro storia di quei giorni che furono tragici per l’Italia intera.