un viaggio in Messico

Un viaggio in Messico: tra maya, cenotes e natura.

Lima – Cancun. Il Messico mi ha accolto con la pioggia e tanto caldo. Tra l’interno e l’esterno dell’aerostazione nell’aeroporto di Cancun c’erano almeno 12-15 gradi di differenza, un’umidità alle stelle, ma finalmente ero tornato al caldo dopo mesi passati al freddo.

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Cancun è la classica città turistica che per uno come me non ha nulla di interessante da offrire. Così senza pensarci due volte mi sono subito spostato in un altro luogo da me ritenuto più interessante.

Cancun – Holbox. L’isola di Holbox si trova a nord di Cancun nel Golfo del Messico. Qui l’acqua del mare non è come il Mar dei Caraibi, ovvero azzurro cristallino, ma di un verde abbastanza intenso. Ero arrivato sull’isola di Holbox per una sola ragione: nuotare insieme agli squali balena. Qui infatti esistono decine di tour che ti portano a vedere delfini, razze, fenicotteri, ma soprattutto gli squali balena, una delle poche specie di squali ad essere innocuo.

 

A due ore dalla costa esiste un luogo specifico, pieno di plancton, dove gli squali balena si radunano per banchettare, a volte ne puoi trovare a centinaia ed è lì che si ha la possibilità di nuotare con loro. Stargli dietro è davvero difficile ed estenuante perché sono veloci come non ti aspetti, ma vedere questo gigante che ti nuota accanto è uno spettacolo emozionante ed unico nel suo genere.

 

Holbox – Playa del Carmen. Dopo 3 giorni passati nell’isola di Holbox, avendo anche assaggiato per la prima volta nella mia vita un’aragosta, mi sono spostato in direzione Playa del Carmen, altra metà turistica e quindi da me poco gradita, se non fosse per il piccolo paesino di Akumal, dove nelle sue acque si possono fare dei magici incontri con le tartarughe marine giganti. La mattina successiva al mio arrivo a Playa del Carmen mi sono diretto ad Akumal. In spiaggia ho affittato maschera e boccaio per lo snorkeling e mi sono messo alla ricerca delle tartarughe, senza però avere successo.

 

Ho deciso quindi di parlare un po’ con le persone del posto per capire bene dove andare per poterle ammirare, ma mi è stato detto che senza una guida non sarebbe stato facile. Decido quindi di cambiare strategia: invece di cercare le tartarughe, mi metto alla ricerca di una guida già in acqua con l’intento di seguirla a costo zero (ricordatevi che sono un backpacker, non ho molti soldi da spendere). Dopo qualche ora ritorno in spiaggia visibilmente felice. La strategia ha funzionato e la missione è riuscita in pieno. Sono riuscito a vedere ben 3 tartarughe marine giganti sul fondo del mare intente a mangiare delle alghe di cui vanno ghiotte. Una soddisfazione enorme dato che sono riuscito a portare a termine questa missione che sembrava ardua. Le tartarughe erano davvero giganti, lunghe almeno 2-3 metri e totalmente non curanti della mia presenza. Sorprendentemente anche molto veloci in acqua e decisamente affabili.

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Playa del Carmen – Tulum. Mi sono spostato a Tulum principalmente per 2 ragioni: vedere le rovine Maya di Tulum e di Coba e andare in alcuni dei cenotes più belli di tutto il Messico. Le rovine di Tulum sono state un po’ una delusione. Sono le uniche rovine Maya che si affacciano sul mare che però era pieno di alghe e che ne ha rovinato tutto il contesto.

Le rovine Maya di Coba non mi hanno lasciato particolarmente stupito se non per il fatto che è possibile salire sulla sua piramide più alta, impresa che si è rivelata più facile del previsto. Una volta in cima puoi godere di un bellissimo panorama, chilometri e chilometri di foresta tropicale attorno a te.

Per quanto riguarda i cenotes, Tulum nelle sue zone limitrofe ne è piena. Grandi, piccoli, profondi, con acque cristalline e tantissimo altro… Ce ne sono di tutti i gusti e sono tutti bellissimi. Nelle vicinanze delle rovine di Coba ad esempio c’è un bellissimo cenote, non troppo famoso, dal quale è possibile tuffarsi dalla ragguardevole altezza di 10 metri. Lì ho di nuovo messo a dura prova me stesso e la mia paura dell’altezza, ma sono riuscito comunque nell’impresa.

un viaggio in messicoTulum – Valladolid. Solo poche ore di autobus per fortuna per raggiungere Valladolid, cittadina nella quale mi sono fermato per 4 notti.

Qui mi attendeva un’altra delle 7 meraviglie del mondo: il sito Maya di Chichen Itza. Per visitarlo con calma e senza turisti ho deciso di svegliarmi all’alba e di raggiungere il sito archeologico con il primo collectivo (dei mini-bus e sono l’unica alternativa ai taxi) della giornata.

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Una volta arrivato mi sono accorto che non c’era nessuno prima di me in fila. Sono stato il primo a varcare la soglia di questo magico luogo. La piramide di Chichen-Itza è davvero imponente e strutturalmente affascinante, ma onestamente avevo delle aspettative un pochino più alte riguardo questo sito. Non è infatti di certo paragonabile al Machu Picchu in Perù, non c’è quel panorama a cui rimani affascinato, ma nonostante tutto ho passato una mattinata davvero gradevole.

Nel pomeriggio poi mi sono diretto al cenote di Ik-Kil, uno dei più belli di tutto il Messico. In contro tendenza rispetto al sito di Chichen Itza, questo cenote ha di certo superato le mie aspettative. Il classico luogo da cartolina.

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Per ritornare a Valladolid ho preso un altro collectivo e lì ho conosciuto una ragazza di nome Niki, di origini olandesi che stava viaggiando da sola per il Messico. Abbiamo parlato molto durante il tragitto e una volta scesi dal collectivo mi ha invitato ad andare a partecipare la sera stessa ad una lezione di salsa. Ho accettato nonostante avessi un po’ di pregiudizi riguardo questa danza. È stata una serata davvero piacevole e Niki era veramente una ragazza fantastica. Avevamo poi lo stesso itinerario ed infatti dopo 2 giorni avremmo cominciato a viaggiare insieme.

un viaggio in messicoPrima però avevo un’ultima cosa da fare in quel di Valladolid, ovvero andare a vedere Las Coloradas. I mezzi di trasporto pubblico però non erano molto efficienti per arrivare fino a lì, così ho deciso di affittare un motorino. Ben un’ora di viaggio all’andata e un’ora di viaggio al ritorno, ma dopo mesi senza guidare devo dire che mi sono goduto ogni singolo minuto di quel tragitto.

Las Coloradas sono dei grandi accumuli di acqua completamente rosa. Il colore è dovuto al fatto che l’acqua è piena di micro-crostacei appunto rosa. I fenicotteri vanno pazzi per questi crostacei e il loro caratteristico colore è dipeso appunto da quello di cui si cibano. Infatti i cuccioli di fenicottero sono bianchi quando nascono.

Valladolid – Merida. L’indomani partenza con Niki verso Merida, dove ci aspettavano le rovine di Uxmal. Queste erano immerse completamente nella natura e nonostante il caldo atroce messicano sono state davvero gradevoli da vedere. Tantissime strutture ognuna con una forma diversa dall’altra. Un buon modo di passare una giornata.

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Merida – Palenque. Una breve sosta quella a Merida, ma semplicemente perché era una tappa intermedia. Un bus notturno ci ha portato a Palenque, cittadina molto piccola e famosa solo per il suo sito Maya. Abbiamo alloggiato in un ostello che si trovava immerso nella giungla. La mattina venivano a svegliarci le scimmie urlatrici, sicuramente un modo totalmente diverso di iniziare la giornata. Il sito Maya di Palenque era anch’esso completamente immerso nella natura, molto grande e dispersivo ma è sicuramente stato il miglior sito Maya visitato finora.

Palenque – S.Cristobal. Il viaggio per arrivare a S.Cristobal è stato davvero pessimo, un’infinità di curve e un bus davvero scomodo. La mattina successiva io e Niki siamo andati all’esplorazione di questa città che già dal nostro arrivo ci aveva fatto presagire che fosse davvero speciale come tutti ne parlavano. Infatti era così. Questa cittadina a 2000 metri di altezza attraeva tantissimi giovani. Alcuni di essi infatti dopo essersi innamorati di questa cittadina hanno deciso di prolungare la loro visita per un tempo indefinito. Ne ho conosciuti parecchi, tra i quali molti italiani. San Cristobal è un misto tra città hippy e classica città messicana. Un connubio veramente speciale. Totalmente sicura e abitata da persone squisite. Poco costosa e con tanto lavoro da offrire grazie al turismo. Dovevo rimanere 2 giorni qui ma invece ne ho passati ben 5 e sarei voluto rimanere di più. Ma avevo un’ultima tappa che mi attendeva e un volo da prendere per Miami.

un viaggio in messicoS.Cristobal – Città del Messico. Avevo solo 2 giorni per visitare tantissime cose a Città del Messico, per questo ho deciso di prendermi un letto in un ostello in centro. Costoso, ma mi avrebbe accorciato i tempi. Città del Messico è una città veramente interessante, un mix tra passato e presente. È sicuramente la città più sviluppata del Messico e lo si nota anche dal suo eccellente trasporto pubblico. In alcune zone può risultare pericolosa, ma se si fa ben attenzione è difficile che capiti qualcosa. Particolarmente interessante è il castello di Chalputapec che si trova su di una collina al centro della città. Affacciarsi da uno dei balconi del castello e vedere questa grandissima città ti fa sentire veramente importante.

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To be continued.